Aggiornato il: 23-08-2017
logo

In Bulgaria al tempo delle rose

Un po’ defilata per la sua posizione geografica nell’estremo sud-est dell’Europa, la Bulgaria, grande un terzo dell’Italia e con soli 8 milioni di abitanti e con una bassa densità (70 ab/kmq), dovuta ad uno dei minori incrementi demografici, finora è rimasta ai margini dei percorsi turistici del continente e risulta pertanto meno conosciuta di quanto le sue valenze storiche e culturali, con ben nove siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, meriterebbero.
La sua ubicazione di porta orientale della penisola balcanica e di cerniera tra Oriente e Occidente, tra Europa e Asia Minore, tra Danubio e Mar Nero, giustifica appieno la sua lunga storia, iniziata con i Traci e proseguita poi con Persiani e Greci, Macedoni e Romani che la latinizzarono facendone la provincia della Dacia, a cui si sovrapposero nel V-VII sec. popoli slavi e turcomanni che nel 681 diedero vita ad uno dei primi stati europei.
Ma già in epoca protostorica dovette essere una terra fertile e feconda: presso Varna è stata scoperta una necropoli dell’età dei metalli risalente a 6.500 anni fa che conteneva ben tremila raffinati oggetti d’oro per un peso superiore ai 6 kg, di gran lunga il maggior tesoro aureo dell’epoca in assoluto.
I Traci, valorosi combattenti e maestri di arti marziali cantati da Omero, amavano i piaceri della tavola e le gioie della vita, (non a caso erano poligami),  non possedevano un alfabeto, ma influenzarono parecchio la cultura greca e latina: a loro risalgono, ad esempio, i miti di Dioniso, delle Baccanti e di Orfeo. Il gladiatore Spartaco, che diede non pochi grattacapi ai Romani provocando la maggior rivolta degli schiavi, era un figlio di questa terra.
Grande potenza balcanica per buon parte del Medioevo, nel XII sec. fece parte per 80 anni dell’impero bizantino; dal 1396 entrò a far parte per cinque secoli dell’impero ottomano e liberata, a fine 1800 dall’intervento russo.  Ma la prolungata influenza turca si fa sentire ancora oggi, in parecchi settori.
Indipendente dal 1908, si schierò, in entrambi i conflitti del secolo scorso, dalla parte sbagliata e subì menomazioni territoriali.
Nel 1944 entrò nell’orbita dei satelliti sovietici e vi rimase fino al 1990, alla caduta del regime comunista, che seppe comunque trasformarlo da povero Paese agricolo in potenza industriale.
Dal 2007 fa parte dell’Unione Europea: una nazione uscita da mezzo secolo di economia socialista che sta cercando con fatica di adattarsi al mondo moderno e all’economia di mercato.
Confina con Romania, Serbia, Macedonia, Grecia e Turchia; è occupata, al centro, per 600 km, dalla catena dei Balcani centrali, alti fino a 2.000 metri e a sud  dal Radope, che sfiora i 3.000: si affaccia per 300 km sul Mar Nero, dove sfocia il Danubio, le cui spiagge – per decenni appannaggio della nomenklatura sovietica – ospitano in estate milioni di villeggianti.
Il clima è continentale, con estati calde e inverni freddi, più mite sul mare; il terreno è fertile, ricco di acque e di risorse minerarie. Le montagne ospitano boschi e foreste di latifoglie e conifere, con il 5 % del territorio protetto.
L’ 85 % della popolazione è cristiano-ortodossa e il 13 musulmana; la maggior parte del patrimonio artistico risulta costituito da antiche pregevoli chiese e monasteri ortodossi, per secoli fari di cultura e di identità nazionale.
Nonostante un’estrema frammentazione in bulgari, greci, macedoni, turchi, armeni, ecc., hanno saputo mantenere un’integrità etnica con scarse contaminazioni. Ancora oggi girando per le campagne capita di vedere contadini al lavoro con asini, cavalli e carretti, ma alla sera li troverete nelle loro case davanti alla televisione con tanto di antenne paraboliche.
Attenzione nel chiedere informazioni: i bulgari dicono si e no con la testa al contrario di noi.
Nazione piccola, ma dalla storia antichissima e con una civiltà già assai evoluta seimila anni orsono.
Un possibile itinerario alla scoperta della Bulgaria non può che partire da Sofia, nel centro-ovest sulla strada tra Belgrado e Costantinopoli, capitale da fine ‘800 e maggior città industriale dei Balcani, ricca di preziose testimonianze religiose ottomane e ortodosse come il ciclo di affreschi duecentesco della chiesa di Bojana, patrimonio Unesco.
Da non perdere i mehanas, ristoranti tradizionali stile taverna e i chioschi che vendono i banitsi, deliziosi pasticcini con formaggio.
Si parte per il cinquecentesco monastero di Troyan, famoso per il suo ciclo di affreschi e centro politico e culturale della Rinascita bulgara, e si prosegue per Veliko Tarnovo, antica capitale medievale ricca di chiese e di palazzi nobiliari, con visita al villaggio museo all’aperto di Etara ed alla Tomba del principe tracio di Kazanlak, sito Unesco, la regione di coltivazione delle rose.
Si prosegue per Plovdiv, città cosmopolita con edifici costruiti nello stile del “barocco di Plovdiv”, per il monastero di Bachkovo, costruito nel 1083 e ricco di tesori, libri antichi e pregevoli affreschi, quindi per Stara Zagora, la romana Augusta Traiana, fondata dall’imperatore omonimo come importante città della provincia della Tracia, con visita del singolare Museo Neolitico, dedicato a questa fase culturale preistorica dell’evoluzione umana.
Prima di ritornare nella capitale, avanti ancora per Koprivshtiza, che ospita alcune delle più caratteristiche case bulgare costruite interamente in legno tra 1700 e 1800; per il trecentesco monastero di Kremikovzi, uno dei tanti costruiti in quell’epoca attorno a Sofia, concentrato di capolavori pittorici degli artisti della celebre scuola di Tarnovo, dove il colore si presenta solenne e armonioso, il tratto elegante, le figure plastiche e vitali.
Infine, si chiude con il monastero di Rila, il più importante del Paese e sito Unesco, edificato nel X sec. come principale centro del cristianesimo ortodosso.
L’operatore urbinate “Apatam Viaggi” – Tel. 0722 32 94 88, www.apatam.it – dal 1980 specializzato in viaggi culturali di scoperta in tutto il mondo con accompagnamento qualificato e un buon rapporto qualità/ prezzo, propone un itinerario di 8 giorni alla scoperta delle principali località storiche e artistiche della Bulgaria.
Uniche partenze di gruppo il 22 aprile e 30 maggio, con voli di linea da Roma (e da ogni altro aeroporto italiano), pernottamenti in hotel a 4 stelle con pensione completa, guida di lingua italiana, assicurazioni: le quote partono da 1.290 euro in doppia, tutto compreso.
La partenza del 30 maggio avviene in concomitanza con il Festival delle Rose, la più importante manifestazione folcloristica del Paese.
Da tempo immemore una regione centrale della Bulgaria viene dedicata alla coltivazione della rosa damascena, un’odorosa varietà che dona euforia e rappresenta un afrodisiaco naturale, dai cui petali, colti all’alba, si ricava un olio impiegato in profumeria e per fare marmellate, liquori e saponi.


Comments are closed.

Da non Perdere