Leopoli, la “perla” sconosciuta

Questo slideshow richiede JavaScript.

Leopoli, o Lviv in ucraino, è l’ultima perla sconosciuta d’Europa, nota anche come la piccola Parigi dell’Est: la città, fondata nel 1256, è un vero museo a cielo aperto che ha saputo salvaguardare e mantenere intatta la sua architettura e il suo antico fascino.
La città è collocata sull’altopiano Rostoccja, parte del più vasto ripiano podolico, a circa 70 km dal confine polacco e a 160 km dai Carpazi orientali; il suo punto più alto è l'”Alto Castello” a 409 metri. Leopoli è una città di quasi ottocentomila abitanti, che rivaleggia con la capitale del Paese, Kiev, per i suoi monumenti, i teatri, i musei, le gallerie d’arte.
Tra quelli di maggior pregio, vogliamo ricordare, tra le chiese, la Cappella della famiglia Boim; la Cattedrale Cattolica; la Cattedrale Armena, la chiesa dei Bernardini; la chiesa del Gesuiti, tutte di origine rinascimentale: e così una domenica qualsiasi, nel centro città, può capitare di assistere, nel giro di poche ore, a celebrazioni liturgiche di tutte le sfumature del Cristianesimo, dove il complesso rito armeno si celebra a un passo dalla chiesa della trasfigurazione, mentre nella chiesa di San Bernardino i fedeli si affollano in un rito che sorprende per trasporto e devozione.
Sempre rinascimentali, sono poi la Cernaja Kamenica e la Cassa Kornjakta, ora museo storico.
La città fu fondata nel 1256 dal principe Halicz Daniele Romanovic, che le diede il nome del figlio, Lev. Distrutta più volte in seguito a grandi invasioni, come quella dei mongoli, fu ricostruita dal re di Polonia, Casimiro il Grande nel 1349, che la fortificò e le concesse ampia autonomia finanziaria.
La vecchia città fortificata era situata ai piedi dell’altura dell’Alto Castello, sulle rive del fiume Poltva. Nel XII secolo, il fiume era un’importante via di comunicazione commerciale, all’inizio del XX secolo è stato coperto nel suo tratto cittadino.
Impreziosita, come detto, da magnifici monumenti architettonici, numerosi templi, antiche piazze e ben sessanta musei, Leopoli è una meta turistica estremamente attraente: qui sono presenti più della metà dei monumenti dell’intero Paese, con il suo centro storico nominato patrimonio mondiale dell’Unesco e dal 2009, proclamata capitale culturale dell’Ucraina.
La Ploshcha Rynok, ad esempio, l’antica piazza del mercato, è ancora oggi il cuore pulsante della città e vi si respira un clima cosmopolita e multietnico: è circondata da case patrizie erette secondo progetti privati, spesso commissionati ad architetti stranieri, principalmente italiani. Convivono stili come il Rinascimento, il Barocco, il Classicismo e l’Impero. A parte un paio di palazzi, tutti gli altri sono considerati patrimonio architettonico di rilevanza nazionale.
Numerosi edifici in stile Belle Époque padroneggiano anche per tutto il centro storico, primo fra tutti il Teatro dell’Opera, un vero gioiello architettonico in stile neo-rinascimentale, uno dei teatri più belli d’Europa: inaugurato nel 1901, offre ancora oggi spettacoli di altissimo livello.
E non è solo il centro storico propriamente detto, raccolto intorno alla piazza quadrata del Rynok dominata dall’edificio del comune, a pullulare di esempi architettonici intatti: anche quando si lascia il centro, magari in tram per andare al Lychakiv, il cimitero monumentale dove si conserva la memoria cosmopolita della città, oppure al grande parco etnografico, il Shevchenkivsky Hay dove sono riprodotte le case tradizionali di quest’angolo di Ucraina, ci si può rendere conto che l’armonia architettonica di questa città continua ben oltre  il centro stesso.
Assolutamente da non perdere in una visita alla città, la Galleria Dzyga che, a detta di tutti, è il posto migliore dove entrare in contatto con Leopoli e i suoi abitanti. Fondata alla caduta dell’Urss, nel 1991, la Galleria Dzyga è un centro propulsore di cultura: in una vecchia torre del centro storico, è stata ricavata una galleria stretta e lunga per esposizioni che cambiano ogni due settimane, uno spazio per concerti, un ristorante e un bar che funge da punto d’incontro. È stata la prima galleria indipendente della città e ha aperto la strada al fluire del libero pensiero e ancora oggi resiste come centro propulsore della vita culturale cittadina: un buon posto per andare a vedere un’Europa che non è poi così lontana.
La città, oltre che per le sue straordinarie bellezze architettoniche, è famosa anche per le sue prelibatezze culinarie, qui infatti si può assaggiare, ad esempio, un caffè dal singolare aroma e sapore. Le tradizioni del caffè a Leopoli risalgono al XVII e si sono conservate nel tempo: il caffè è così importante per gli ucraini che ogni anno se ne celebra un festival, unico nel suo genere.
Passeggiando per le sue romantiche vie, è impossibile non notare le numerose pasticcerie, gestite da veri artigiani e professionisti del cioccolato che deliziano il palato dei più golosi. Grazie ai Masterclass, con corsi di cucina della durata di circa due ore, è possibile imparare a fare il cioccolato con le proprie mani.
Infine, la birra: Leopoli è stata a lungo considerata la capitale della birra, la Lvivske 1715 è una delle più famose e viene prodotta dal 1715. In città si trova anche il primo Museo della Birra dell’Ucraina, il Lvivarnya, dove sono conservate le antiche ricette risalenti al XV secolo che evidenziano la leggendaria tradizione birraia di Leopoli, iniziata per merito dei monaci gesuiti più di sei secoli fa. Il museo ospita inoltre numerose iniziative culturali tra cui esposizioni di arte contemporanea.
Per assaggiare la cucina cosmopolita di questa zona dell’Ucraina, bisogna fare un salto da Baczewski, un ristorante che ha riportato in vita una vecchia distilleria di vodka,
In centro merita una sosta l’”Atlas Cafè, dove prendere un caffè e mangiare qualcosa sembra di tornare indietro nel tempo.
E ancora, se volete provare la vera cucina ebraica – questa comunità un tempo costituiva quasi metà della popolazione della città – non si può non andare, almeno una volta, alKafe Jerusalem, non distante dal cimitero, Lychakiv.
Per una mostra, una birra e un pasto veloce anche la Dzyga Gallery è l’indirizzo giusto. Bello anche il centrale Hrushevsky cinema jazz, con cucina creativa e settimanalmente proiezioni di film d’epoca.
A circa 2 chilometri dalla Città Vecchia, si trova il Museo di Architettura e Vita Popolare all’aperto, dove su una superficie di oltre 60 ettari, sorgono un centinaio di fattorie, fucine, mulini a vento, chiese e scuole in legno, edifici che rappresentano le tradizioni popolari di tutto il Paese.
E per concludere, un po’ di storia recente.
Durante la Prima guerra mondiale Leopoli fu conquistata dai russi e mantenuta anche contro gli attacchi di tre armate austriache, ma fu definitivamente perduta dai russi nel 1915. Concluso l’armistizio gli ucraini tentarono invano di impadronirsi di Leopoli, che fu incorporata alla Repubblica polacca in seguito alla Pace di Saint-Germain, nel 1919. Passata all’Ucraina sovietica con l’accordo russo-tedesco, fu occupata nel 1941 dai tedeschi e subì successivamente efferate repressioni, fra cui il massacro, nell’agosto del 1941, di intellettuali e professori universitari e il quasi totale annientamento della popolazione ebraica (circa 100.000 persone).
Liberata dopo quattro giorni di combattimenti a opera dell’esercito clandestino polacco, la città fu occupata dalle truppe sovietiche nel 1944 e nel 1945 annessa dall’URSS.
Dal 1991 è città dello Stato indipendente di Ucraina.
Leopoli è una delle destinazioni più interessanti non solo dell’Ucraina, ma di tutta l’Europa orientale e la mancanza di un forte turismo di massa offre alla città fascino e autenticità unici.
Raggiungere Leopoli dall’Italia è molto facile: vi sono voli diretti da Milano, da Bologna e da Napoli: informazione utili per viaggiare a Leopoli si possono trovare sui due siti ufficiali dell’ente del turismo cittadino:
http://lviv.travel/en/index
http://www.lvivconvention.com.ua/en