Con i Frozen Chozen

Oggi andiamo in Canada, nella regione di Nunavut, un vasto territorio all’estremo Nord del Paese, a est dei Territori del Nord-Ovest di cui un tempo faceva parte e a nord di Manitoba, Ontario e Québec e a ovest della Groenlandia, per conoscere la città di Alert.
La Regione di Nunavut comprende una buona parte della punta superiore del continente nord-americano, un gran numero di isole nella Baia di Hudson e nell’Oceano Artico ed è in questo territorio che si trova Alert, sull’isola di Ellesmere, la città più settentrionale del mondo.
Per la verità, Alert, non é una vera e propria città, ma una base militare registrata come il luogo abitato situato più a nord al mondo, in cui la notte dura quattro mesi e per quattro mesi il sole non supera l’altezza dell’orizzonte, dove, tanto per fare un esempio, in febbraio la temperatura media é di -33,2°C, ma le minime arrivano anche a -50.
Le temperature sono talmente rigide da riuscire a congelare le cornee, la pelle e i muscoli in pochi minuti se non protetti adeguatamente. Il freddo e il buio non sono gli unici ostacoli del vivere qui; il posto é infatti molto isolato, tanto che la città più vicina si trova a circa 340 miglia di distanza ed é raggiungibile unicamente via elicottero, via mare o con una slitta.
La base é stata inizialmente creata, negli anni 50, come stazione metereologica della Joint Arctic Weather Station System (JAWS), per poi diventare, nel 1958, unità di ricezione segnali dell’intelligence canadese, sotto il potere dell’esercito canadese.
Probabilmente il compito di questa stazione di ricezione dei segnali radio era spiare le forze russe origliandone le conversazioni durante il periodo della Guerra Fredda: la stazione si trova infatti molto più vicina a Mosca di quanto non lo sia a Ottawa, la capitale del Canada.
Oggi la base é abitata da militari e operatori volontari che spendono qui periodi di circa sei mesi intervallati da settimane di congedo.
Ma com’è vivere ad Alert? La Tv capta quattro canali, ma la stazione dispone di un archivio di quasi cinquemila film, due palestre, una camera oscura, una stanza dove giocare a bowling e un cinema. Durante la sera vengono organizzate diverse attività, tra le quali lavorare il legno, partite ai videogiochi, bingo e quiz.
Qualcuno potrebbe pensare che il soggiorno qui sia triste e solitario, ma chi c’è passato afferma che:” L’isolamento non fa che rendere gli ospiti di Alert più uniti”.
E’ questa una considerazione che molti potrebbero anche non condividere, ma come detto c’é chi con questo freddo ci convive ed è felice: sono appunto  i Frozen Chozen, gli abitanti di Alert.
La “città” è localizzata a circa 10 km a ovest di Cape Sheridan; dista solamente 817 km dal Polo nord e più di 2.000 km da Iqaluit, capoluogo del Nunavut e più di 4.000 km dalla capitale del Canada, Ottawa.
Alert non ha residenti permanenti,ma è stata abitata stabilmente dall’aprile 1950. La popolazione ha raggiunto le 250 unità nel 1970 e negli anni ‘80, prima di essere ridotta nel 1990: oggi i suoi abitanti vanno da un minimo invernale di 65 ad un massimo, nell’estate, di 110, più una varietà di visitatori a breve termine, che può portare il totale a 150 o più.
Alert è circondato da colline e valli; il mare è coperto dal pack durante tutto l’anno ed ha un clima polare e la neve è presente per 10 mesi all’anno. Il mese più caldo è luglio, con una temperatura media di 3,4 °C.
Essendo a nord del circolo polare artico, ad Alert la notte polare inizia a partire dalla metà di ottobre (il 15 ottobre) e fino alla fine di febbraio (il 27 febbraio), mentre il sole di mezzanotte inizia dalla prima settimana di aprile (il 6 aprile) e fino alla prima settimana di settembre (il 5 settembre).
Ci sono poi due periodi relativamente brevi di crepuscolo, dal 13 febbraio al 22 marzo e la seconda dal 19 settembre al 22 ottobre.

La notte polare artica, nella quale vi sono 24 ore completamente al buio con un solo e marginale crepuscolo astronomico, si verifica dal 19 ottobre al 22 gennaio.
Alert prende il nome da HMS Alert , una nave britannica che svernava a circa 10 km  nel 1875-76: Il capitano della nave, George Nares  e il suo equipaggio furono i primi europei registrati a raggiungere l’estremità settentrionale dell’isola di Ellesmere . Nei decenni successivi, diverse altre spedizioni attraversarono l’area, in particolare Robert Peary durante la sua spedizione per raggiungere il polo nord nel 1909.
Tornando alla Regione di Nunavut, questa è situata quasi interamente al di sopra della linea degli alberi ed è una terra di tundra, montagne, fiordi, laghi, acquitrini e qualche tratto di foresta.
La vita animale è ricca e comprende caribù, orsi polari, lemming, volpi, lupi, buoi muschiati, foche, balene, trichechi e moltissimi pesci e uccelli.
La Regione di Nunavut, con i suoi abitanti dispersi in 28 insediamenti, ha una densità di 0.015 persone per kmq., una delle più basse del mondo: la Groenlandia, per esempio, ha circa la stessa area e quasi il doppio di popolazione.
La regione è abitata per l’85% da Inuit, circa 17.500 su una popolazione totale di 25.000 Inuit canadesi, (la popolazione del Canada è 30 milioni).
La storia della regione è molto antica: circa 5000 anni fa giunsero dalla Siberia delle popolazioni chiamate dagli archeologi Paleoeschimesi, che nel giro di mille anni giunsero ad occupare tutto l’Artico nordamericano.
Furono i primi a penetrare in questa regione, trascurata dai Paleo-indiani nella loro occupazione del continente americano tra i 40.000 e i 12.000 a.C.. Questi Paleoeschimesi, che gli Inuit chiamano Tunit nelle loro tradizioni, portarono con sé dal Vecchio Mondo una tecnologia adatta a quelle regioni impervie, (anche se a quel tempo il clima era più caldo), tra cui abiti di pelle confezionata e cucita con aghi d’osso, l’arco e le frecce, comparso per la prima volta in America con le piccole bande di Tunit.

Circa 2000 anni fa il clima dell’Artico cominciò a raffreddarsi e diventò forse anche più freddo di oggi, costringendo i Tunit a modificare il loro sistema di vita. Il risultato fu la Cultura Dorset, molto più ricca e sicura della precedente cultura paleo-eschimese, con insediamenti più grandi e un aumento della dipendenza dalla caccia ai mammiferi marini, come dimostrano il nuovo tipo di arpione, le racchette da neve, i grandi coltelli da ghiaccio e le lampade a olio di steatite.
Recenti scavi presso Cape Banfield, hanno portato gli studiosi a considerare l’esistenza di contatti con europei durati a lungo, almeno fino al 1450, ma iniziati prima del 1000 e certamente prima dell’arrivo dei vichinghi in Groenlandia.
Gli Inuit vissero più o meno indisturbati fino alla metà del XIX secolo, quando il governo canadese cominciò a incoraggiare gli insediamenti permanenti.
I qallunaat (o quablunaaq), cioè i bianchi, avevano visitato la regione come esploratori, geografi, antropologi e commercianti, ma furono i balenieri ad avere il maggior impatto sugli Inuit, cambiando gli schemi dei villaggi e portando armi, imbarcazioni baleniere e strumenti in metallo.
La capitale dell’attuale Nunavut, Iqaluit, si trova sulla parte meridionale dell’Isola di Baffin, la Helluland dei vichinghi, di fronte a Frobisher Bay, (dal nome dell’esploratore inglese che la visitò nel 1575), è una città di circa 5000 abitanti, legata al boom dello sviluppo minerario del Grande Nord e alle basi militari della Guerra Fredda, tra cui appunto Alert.