Le Colline di Cioccolato

Oltre un migliaio di colline, tondeggianti come delle praline, interamente ricoperte di un’erba color marrone, proprio come la cioccolata: stiamo parlando delle Chocolate Hills, l’attrazione più famosa dell’isola di Bohol, nelle Filippine, una delle oltre settemila isole, (di cui solo 4 mila abitate), note soprattutto per le candide spiagge e le pittoresche insenature, oltre a molte altre attrazioni naturali.
Ma niente di così speciale, come le Colline di Cioccolato che circondano le città di Carmen, Batuang e Sagbayan, proprio sull’isola di Bohol.
Secondo una antica e romantica leggenda, le “colline” si formarono perché un gigante di nome Arogo, che si era innamorato perdutamente di una fanciulla mortale di nome Aloya, alla morte della sua amata pianse talmente tanto che le sue lacrime vennero trasformate in colline come simbolo eterno del suo immenso dolore…

Ma ci sono anche altre leggende, una delle quali non così romantica, che racconta di un litigio tra due giganti, i quali si erano lanciati pietre e sabbia, creando in questo modo i rilievi rotondi che vediamo anche oggi.
E ancora, che la loro nascita potrebbe essere legata al Gigante Carabao, un ladro di raccolti: gli abitanti del villaggio che più colpiva con le sue escursioni, decisero di lasciargli solo cibo avariato. Dopo essersi nutrito iniziò a stare male e per quell’evento le colline, in questo caso niente di romantico, anzi, rappresenterebbero qualcosa di decisamente meno goloso del cioccolato, anche se dello stesso colore.
In realtà questi curiosi rilievi si sono formati grazie al continuo deposito di corallo, all’intervento dell’acqua piovana, degli agenti atmosferici e del tempo e per questo oggi mostrano un profilo arrotondato e particolare, presentando al loro interno grotte e sorgenti e la loro origine carsica viene perfettamente descritta sulla targa bronzea collocata nel punto di osservazione a Carmen.
Qualcuno che racconta di averle contate una ad una, precisa che le colline sono 1776, alte tra i 30 e i 50 metri, su un’area di almeno 50 chilometri quadrati e sono interamente coperte di vegetazione e di prati verdissimi che, nella stagione calda, cambiano colore e diventano marroni, una tinta che riproduce esattamente il colore del cioccolato, creando in questo modo un paesaggio da fiaba, tanto che la bandiera della provincia di Bohol le raffigura come simbolo del territorio e simboleggiano l’abbondanza di attrazioni naturali della provincia.

Lo spettacolo creato da questi rilievi è davvero unico e da sempre sono una parte importante delle tradizioni e della cultura della popolazione locale. Per avere una vista d’insieme del paesaggio e scattare fotografie uniche – le Colline non possono essere scalate individualmente – è possibile solo salendo su un punto di osservazione con una salita di 214 gradini.
Sono nella lista delle destinazioni turistiche dell’Autorità Turismo delle Filippine e sono state dichiarate il terzo monumento geologico del Paese, nonché Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
Questi particolari rilievi sono un’attrazione turistica che richiama ogni anno migliaia di visitatori, incuriositi dal loro fenomeno: non sono però le uniche al mondo, esistono infatti fenomeni simili anche in Australia e in Indonesia, ma queste sono particolarmente interessanti perché al loro interno, come detto, racchiudono grotte e sorgenti.
Bohol tuttavia, non ha solo le Colline di cioccolato, ha altre particolarità, anzi unicità, a cominciare da quella storico/religiosa della chiesa più antica delle Filippine, la Cattedrale dell’Immacolata Concezione, situata nella cittadina di Baclayon, fondata nel 1596 dai gesuiti Juan de Torres e Gabriel Sànchez, cattedrale che purtroppo ha subito gravi danni durante il terremoto del 2013.
Un’altra particolarità, sempre di questa zona, è costituita dal Centro di Ricerca e sviluppo del Tarsio – nella foto a destra – un primate tipico delle Filippine a rischio estinzione, un simpatico esserino con occhi enormi che dominano il corpo, che raggiunge a malapena il peso di 150 grammi, arrivando a misurare poco più di 40 centimetri dei quali però, due terzi, sono rappresentati solo dalla coda…