La cattedrale di ghiaccio

Siamo nella fredda Kamchatka, penisola dell’estremo oriente della Russia, nell’est della Siberia, una penisola lunga 1250 km, protesa da nord a sud, nell’alto dell’Oceano Pacifico.
Non si tratta tuttavia solo di una terra ghiacciata, d’estate infatti, scomparsa neve e ghiaccio, le sue foreste di betulle si popolano di animali e piante, mentre il fuoco gioca una parte non secondaria, sotto forma di vulcani e di manifestazioni geotermiche di vario genere come pozze ribollenti di fango, fumarole, geyser e sorgenti termali terapeutiche, grazie alla presenza di vari tipi di minerali, dallo zolfo al boro.
Se si pensa che tutto lo spettacolo che i vulcani hanno da offrire si trovi in corrispondenza dei loro crateri o, quantomeno lungo le loro pendici, talvolta questi irrequieti giganti nascondono meraviglie naturali anche alle loro basi, quando non addirittura “dietro” le pendici stesse.

Vulcano Mutnovsky nella Kamchatka russa

Ed eccolo uno di questi straordinari vulcani con le sue meraviglie “impossibili”, stiamo parlando del Mutnovsky.
Il Mutnovsky è uno dei vulcani più attivi di questa penisola: su di lui si hanno notizie storiche lontane nel tempo, si parla di 16 eruzioni, la più violenta delle quali del 1848, mentre la più recente risale addirittura al 2000, ma il vulcano spesso anche meta di indomiti recordman che lo scelgono come scenario per sport estremi: nel 2009 il base jumper russo Valery Rozov si è lanciato da un elicottero per fare skydiving sulle sue pendici e atterrare su una lastra di ghiaccio nel suo cratere.

Il suo cono più giovane, detto Mutnovsky IV, si è formato nel primo Olocene con una serie di eruzioni esplosive freatomagmatiche: il cratere ha attualmente un diametro di circa 2 km ed è parzialmente ghiacciato. Sia sulle pendici esterne che su quelle interne si trovano numerose fumarole e geyser, motivo per cui l’intera zona viene definita “piccola valle dei geyser”.
Ai piedi di questo grande vulcano, a circa 1000 metri di altezza rispetto al livello del mare, si trova una centrale geotermica che prende il nome dal vulcano stesso, ed è composta da due impianti da 25 megawatt ciascuno. La centrale utilizza acqua riscaldata dal vulcano attraverso 17 pozzi. Una volta raffreddata, l’acqua viene pompata attraverso i pozzi per essere nuovamente riscaldata col calore del vulcano. La centrale Mutnovsky fornisce il 30 per cento dell’energia elettrica di tutta la Kamchatka, e quindi rappresenta un’importantissima fonte regionale di approvvigionamento energetico.

Ma ai piedi del vulcano c’è anche dell’altro: gli scienziati che vi lavorano intorno, hanno infatti scoperto una straordinaria grotta, la cui unicità sta nel fatto che si tratta di una grotta ghiacciata lunga quasi un chilometro e che qualcuno, più che una grotta, ha definito un lungo tunnel.
Si tratta di un incontro tra il “fiato” bollente del vulcano ed i ghiacci trasparenti sulle sue pendici, che ha prodotto una sorprendente volta scolpita e normalmente nascosta agli sguardi.
Prima di raccontarla, una precisazione: le fotografie che state vedendo, sono reali, non sono state assolutamente lavorate al computer, quello che le foto testimoniano, è l’attuale realtà, in quanto proprio considerando il luogo in cui la caverna si trova, un’eruzione potrebbe, se non distruggerla, cambiarne le sembianze.

La grotta è stata generata proprio dall’attività dello stesso vulcano Mutnovsky: una sorgente d’acqua calda ha iniziato a scorrere proprio sotto la superficie ghiacciata.
Le pareti ed il soffitto del tunnel o della caverna, sono stati modellati dal ghiaccio e da ondate di lava solidificatesi. Col clima più mite i ghiacciai hanno iniziato a sciogliersi ed il soffitto della grotta è diventato talmente sottile da consentire ai raggi del sole di attraversarlo, dando vita a scenari surreali lungo le sue pareti, uno scenario indescrivibile, caratterizzato da meravigliosi giochi di luce prodotti dai raggi solari che, l’hanno letteralmente dipinta con tutti i colori dell’arcobaleno, creando inoltre bassorilievi spettacolari.

Il tunnel o grotta che sia, è visitabile solo indossando un equipaggiamento adatto, A tutti è consentito anche salire sul cratere del vulcano: arrampicare in questa zona è abbastanza semplice e non richiede un allenamento speciale: si tratta tuttavia di un’escursione che dura diverse ore.
Ma i turisti che vogliono camminare lungo le pendici del vulcano hanno anche l’opportunità di vedere non solo la lunga e coloratissima grotta, ma anche molte altre incredibili attrazioni naturali: è possibile infatti passeggiare lungo le rive del fiume Vulkannaya, vedere le cascate più belle e ammirare uno straordinario panorama da piattaforme panoramiche naturali.
La penisola è stata esplorata solo recentemente e questa è la causa per cui è rimasta off- limits per gli stranieri fino al 1990. Lo sfruttamento umano modesto ha mantenuto il paesaggio e la sua flora in condizioni in gran parte incontaminate.