Nel mondo di Avatar

Avatar: non solo uno splendido film, ma una vera e propria avventura ed esperienza sensoriale, anche in considerazione della tecnologia 3D usata per girarlo; una pellicola colossal di successo globale, che ha incassato quasi 3 miliardi di dollari in tutto il mondo.
Chi ha visto il film, non può non ricordare le incredibili “Montagne Hallelujah“, veri e propri picchi galleggianti nell’aria, enormi colonne di pietra che fluttuavano in un campo magnetico, tra le quali le creature umanoidi blu che abitano il pianeta (i Na’vi), erano solite volare e sfrecciare a bordo di animali simili a draghi (Banshee), il tutto, nello splendido scenario del mondo fantastico Pandora.
Pochi tuttavia sanno che James Cameron, regista, sceneggiatore e produttore del film, ha avuto l’idea delle montagne galleggianti di Avatar da un reale paesaggio naturale: le montagne del parco nazionale di Zhangjiajie, nel distretto di Wulingyuan, nella regione dello Hunan, in Cina.
Ovviamente le montagne cinesi di Zhangjiajie non galleggiano nell’aria, ma con le nuvole e la nebbia che le circondano e che mosse dal vento, in particolari ore della giornata, specialmente al mattino, si spostano attraverso queste straordinarie colonne, cancellando tra l’altro la terra sottostante, si ha la netta impressione che queste stiano effettivamente galleggiando nel vuoto.
Eccolo allora, il parco forestale nazionale Zhangjiajie, un’area naturale protetta della Repubblica popolare cinese, riconosciuto, nel 1982 come primo parco forestale nazionale in Cina, forse il più famoso tra i parchi di tutto il Paese. Il parco si trova, come detto, nella regione dello Hunan, all’interno di un’area più ampia chiamata la Wulingyuan Scenic Area e si può dividere in quattro aree più piccole: Gold Whip Stream, a sud, vicino alla città di Zhangjiajie, area adatta ad una rilassante passeggiata; Yuanjiajie, la più famosa e la più affollata, quella per intenderci che ha dato l’idea al regista Cameron per realizzare il film Avatar, raggiungibile dal villaggio di Suoxiyu.
Un’altra area del parco è quella chiamata Yangjiajie, ad ovest, recentemente sviluppata. La particolarità di Yangjiajie è la sua “Grande Muraglia Naturale”, un panorama abbastanza differente dai pilastri di roccia che si vedono nel resto del parco.
Infine, il Monte Tianzi a nord, conosciuto anche come il “Monte dell’Imperatore”: nell’antichità si pensava che l’Imperatore fosse il figlio del Cielo con i picchi che avvolti dalla nebbia, fossero l’immagine tradizionale del regno celeste.
Tornando a Yuanjiajie, questa area è estesa per quasi 50 chilometri quadrati, ed è celebre tra i turisti e i fotografi proprio per le scenografiche formazioni carsiche: più di 3000 enormi pilastri di quarzenite che raggiungono il chilometro di altezza ricoprono l’area, sormontati da chiazze di vegetazione che si inerpicano sino alla cima e sulle sue sommità, creando una sorta di architettura naturale: uno dei pilastri dell’area, alto 1080 metri, è stato soprannominato Montagna Avatar Hallelujah, dal nome delle montagne del mondo incantato del film.
Altre straordinarie attrazioni di Yuanjiajie sono il “Primo ponte sotto il Cielo” e la zona chiamata “delle anime perdute”.
Oltre alle “colonne di Avatar”, nel parco Forestale Nazionale Zhangjiajie sono presenti anche due attrazioni turistiche da record, che non sono meno spettacolari dello scenario in cui si trovano: l’ascensore all’aperto più alto del mondo e il ponte di vetro sospeso, anche questo il più alto del mondo.

L’ascensore Bailong, o Ascensore dei cento draghi, progettato dall’architetto israeliano Haim Dotan, è stato realizzato per far fronte all’elevata affluenza turistica: sale sino a 326 metri ed essendo in vetro, permette di godere di una vista mozzafiato sui picchi rocciosi a cui si trova di fronte, specialmente durante il minuto che impiega dalla base per raggiungere la cima della montagna. L’ascensore può trasportare una sessantina di persone ed è attivo tutto l’anno.

Nel parco si trova anche un’altra attrazione altamente adrenalinica: si tratta del Zhangjiajie Glass Bridge, un ponte di vetro trasparente sospeso a 300 metri di altezza, che collega per 430 metri di lunghezza e 6 di larghezza, due montagne del parco, che si possono quindi attraversare provando l’ebbrezza di camminare nel vuoto.
È possibile visitare Zhangjiajie tutto l’anno, ma, per godere di un clima più mite e asciutto, il periodo migliore per recarvisi è tra settembre o ottobre: le temperature sono ideali per le escursioni ed è generalmente meno affollato.
Tuttavia è possibile visitarlo, per chi non teme pioggia o umidità, anche tra aprile a giugno: la nebbia e le nuvole che avvolgono le montagne rendono l’atmosfera ancora più magica e tutto si colora di un verde brillante.
Meglio invece evitare i mesi invernali, specialmente tra dicembre e febbraio, perché spesso nevica ed è tutto ghiacciato: oltre al freddo, i sentieri e le strade diventano molto pericolosi con la neve; inoltre, a febbraio di ogni anno, il parco chiude per una settimana per lavori di ordinaria manutenzione.
L’alta stagione a Zhangjiajie va da maggio a ottobre, con importanti picchi di affollamento per le vacanze estive di luglio e agosto della popolazione locale.
Zhangjiajie è collegata da voli diretti con le principali città cinesi come Pechino, Shanghai, Hangzhou e Guangzhou (Canton). L’Aeroporto Zhangjiajie Hehua (‘Fiore di Loto’), è situato nel Distretto di Yongding, a 4 km dal centro della città. A quel punto per raggiungerla, è possibile prendere un taxi o un bus per arrivare in centro, oppure nelle altre zone di interesse circostanti.