Torniamo sulle piante

Il genere umano ha impiegato migliaia di anni per scendere dalle piante, eppure oggi c’è qualcuno che ha sentito e sente il bisogno di fare il percorso inverso.
E se farlo poteva sembrare solo un sogno, nel Laos settentrionale, all’interno del Nam Ka National Park, questo sogno diventa possibile e, realizzandolo, è come tornare indietro nel tempo: tutto questo, vivendo la “Gibbon Experience”, dove si vive sugli alberi tra i 30 e i 40 metri di quota.
Un’esperienza altamente adrenalinica, non tanto dormire  a quelle altezze, quanto il muoversi come se si usasse una sorta di lunga liana, le zipline, ad imitare il re della giungla, Tarzan.

Questo modo di muoversi, che si dirama per 15 chilometri, non ha soltanto lo scopo di rendere più avventurosa l’esperienza, ma anche quello di riuscire a condurre chiunque fosse interessato, all’interno della giungla, fin nelle sue sezioni più nascoste, con una grande rapidità.
E non si tratta di zipline come quelle che siamo abituati a trovare in tante parti del mondo, anche a casa nostra, quelle laotiane sono vere e proprie “strade” del cielo: la linea più lunga è infatti di circa 600 metri, il che vuol dire ritrovarsi sospesi in aria, godendosi un panorama da sogno, per 50 secondi.

Il progetto di questo  straordinario e unico villaggio, era iniziato nel 2004 in risposta al bracconaggio, al disboscamento e alle pratiche agricole distruttive che stavano causando il caos nella circostante Riserva naturale di Bokeo e nel suo più prezioso abitante, il Gibbone.
Vivere per qualche giorno in una di queste casette, avvicinandosi incredibilmente alla natura e condividendo con essa ogni aspetto della giornata, è infatti soltanto una parte dell’esperienza.
Non vi sono nemmeno scale per raggiungere la parte alta degli alberi; nessuna corda ben incastrata per realizzare un sistema di salita rudimentale: per approdare alla propria abitazione è necessario affidarsi anche in questa circostanza, ad una zipline.

Gibbone nero laotiano – (Nomascus concolor lu)

Ma non è tutto: questo gruppo di case sugli alberi fa da cornice a una straordinaria eco-avventura in cui gli ospiti che vi vivono e dormono, trascorrono le giornate alla ricerca dell’elusivo abitante di questo territorio, il gibbone dalla cresta nera, Nomascus concolor lu, usando proprio una rete di zipline per accelerare l’avvistamento.
Un avvistamento che ovviamente non può essere garantito: i gibboni tuttavia, sono relativamente facili da individuare, soprattutto al mattino in qualsiasi stagione perché cantano, cantano le loro canzoni che danno la sensazione di sentirsi come se ci si trovasse in un documentario sulla fauna selvatica.
Attenzione però alle forti piogge o al freddo intenso, situazioni queste che scoraggiano questi straordinari animali dal cantare, anche se rimangono nella zona.
Il gibbone dalla cresta nera laotiana è una delle poche popolazioni di gibbone non ancora completamente studiata.

Dall’alto delle abitazioni costruite sugli alberi abitazioni o mentre si “vola” lungo una zipline, si potranno osservare anche altre vite selvatiche che vivono nella sottostante foresta, come cervi Sambar, cervi che abbaiano, leopardi, tigri, maiali selvatici, oltre 100 specie di uccelli, zibetti, scoiattoli giganti, orsi neri asiatici, languri, macachi, loris , serpenti, lucertole, ecc.
“Gibbon Experience”, oltre ad essere un centro dedicato alla conservazione del gibbone, si occupa anche di progetti che coinvolgono le comunità locali, per favorire lo sviluppo di un’economia di sussistenza sostenibile.
Chi ha avuto la fortuna di visitare la giungla o una grande foresta, spesso ripete che è impossibile vederla a causa degli alberi, perché è difficile vedere gran parte della giungla quando sei nel bel mezzo di essa.
Ma quando si è in alto, al di sopra degli alberi, allora si è in grado di vederla e di apprezzarla per tutte le meraviglie che la compongono.

E tornando alle case, alle abitazioni costruite tra i rami di grandiose piante, queste vengono condivise tra i componenti del gruppo di visitatori: le camere, divise da zanzariere, permettono una sistemazione semi-privata per due persone e al mattino ci si sveglia con una vista mozzafiato sulla foresta pluviale, con la nebbia mattutina che forma sagome a strati.
Non c’è internet e non c’è molto da fare, soprattutto la sera o la notte, ma si potrà semplicemente chiacchierare con i compagni di viaggio e scattare splendide fotografie, in attesa di mangiare come se ci si trovasse in famiglia, con i pasti consegnati tramite zipline, dal cuoco del villaggio.