Rock of Polynesia

Niue (pronunciato “New-ay” – che tradotto vuol dire “ecco la noce di cocco”), è forse la nazione indipendente più piccola del mondo, ma l’isola del Pacifico, conosciuta anche come “Rock of Polynesia” (o semplicemente “the Rock”), racchiude molte sorprese per il viaggiatore interessato, un’isola che si trova a 2400 chilometri dalla Nuova Zelanda, al centro di un triangolo, dai lati amplissimi, formato dalle isole Samoa, Tonga e Cook.
Niue è una delle più grandi makatea (isole coralline “sollevate” del mondo): il suo territorio è costituito da ripide scogliere di calcare lungo la costa e da un altipiano centrale posto a 60 metri sul livello del mare, il cui punto più alto raggiunge 68 metri, un luogo senza nome, vicino al villaggio di Mutalau.
Una barriera corallina corre tutto attorno all’isola, con una sola interruzione di un certo rilievo, al centro della costa ovest, nei pressi della capitale, Alofi.
Una caratteristica dell’isola è data dal gran numero di cave di calcare poste in prossimità della costa.
Niue ha una forma grossolanamente ovale, (un diametro di circa 18 km), con due larghe baie che solcano la costa ovest, (la baia di Alofi nel centro, e la baia di Avatele nel sud). Tra queste c’è il promontorio di Halagigie Point. Una piccola penisola, Tepa Point, (o Blowhole Point) è situata vicino all’insediamento di Avatele, nel sud-ovest. La costa è lunga in totale 64 km. Ci sono tre barriere coralline all’interno delle acque territoriali, che non danno tuttavia contributi alla superficie del Paese.
E’ un fazzoletto di terra di appena 260 chilometri quadrati circondato dalle acque oceaniche, con una comunità di appena 2.000 abitanti per lo più discendenti dall’antica popolazione polinesiana che vi si insediò più di mille anni fa.

Le prime popolazioni a raggiungere Niue furono infatti quelle delle isole Samoa, situate 560 chilometri a nordovest, circa nel 900 d.C. Successivamente l’isola subì le incursioni anche dei guerrieri tongani, nel XVI secolo.
Il primo contatto di Niue con un europeo risale al 1774, con il capitano James Cook, che, avvistando gli abitanti dell’isola senza attraccarvi, la chiamò “Isola selvaggia” (Savage Island), scambiando forse il colore rosso col quale erano dipinti gli indigeni, per del sangue.
L’isola non presenta corsi d’acqua, ma la morfologia accidentata, che crea numerose grotte, burroni e gole, permette la formazione di piccoli laghetti alluvionali in occasione di forti piogge, e la creazione di piccoli ruscelli che si riversano in mare dall’alto della scogliera.

L’isola ha un clima tropicale e una stagione dei cicloni che va da dicembre a marzo ed in questo periodo la temperatura media è di 27 °C. Durante il resto dell’anno la temperatura è più bassa, con una media di 24 °C, grazie anche agli alisei sud-orientali. Le precipitazioni, abbondanti, raggiungono una media annua di 2000 mm, con piogge concentrate soprattutto tra novembre ed aprile.
Come per molti altri gruppi di isole del Sud Pacifico, da giugno a settembre, nelle acque calde e sicure di Niue arrivano le balene megattere per nutrire i loro “piccoli” e ci si può immergere e nuotare a poca distanza da questi giganti del mare, in compagnia anche di delfini e placide tartarughe marine e compiere alcune delle migliori immersioni nel Sud Pacifico.
Tra gli ospiti più curiosi che si possono incontrare a Niue ci sono i famosi granchi-ladro, dei particolarissimi paguri di terra che si sono abituati alla vita lontano dall’acqua e si dilettano nell’arrampicarsi sulle palme da cocco.
Ai turisti si racconta che alcuni degli abitanti del Paese, forse non avendo cani o gatti, utlizzino questi granchi-ladro come veri e propri animali da compagnia, portandoli al guinzaglio.
E poi, sempre per restare al mare, kayak, pesca; e ancora, speleologia ed escursioni guidate. Per saperne di più, basta dare un’occhiata al sito:
www.niueisland.com/content/adventures
Visitare Niue significa entrare in una terra ancora selvaggia e incontaminata, dove è più facile perdersi di fronte alla maestosità della natura primordiale che incontrare altre persone. Anche perché il turismo di massa si concentra su altre mete polinesiane, evitando questa piccola isola e rendendo quindi questa località un paradiso per chi è in cerca di pace e vuole lasciarsi alle spalle il caos della vita quotidiana.
Niue non vanta un gran numero di spiagge, anche se le due più famose, Tamakautoga e Utuko, sono veri e propri gioielli.

Data la natura frastagliata della costa, il modo più spettacolare per fare un bagno nelle meravigliose acque di Niue è cercare le piscine naturali che si formano alla base delle scogliere, dove si trova acqua poca profonda, perfetta per fare snorkeling e osservare da vicino l’incredibile varietà di coralli e animali marini che vivono tra gli scogli.
La capitale di Niue, Alofi, poco più di 400 abitanti, (è la più piccola capitale del mondo), si estende per diversi chilometri lungo la costa occidentale e ha pensioni economiche e di fascia media, oltre a cottage, motel, ristoranti e un resort: curiosamente, sin dal 2003 Niue, è diventata la prima “nazione wi-fi” al mondo, con la connessione wireless gratuita disponibile per tutti coloro che vivono nel piccolo Paese.
In “città”, si può visitare il Huanaki cultural centre & Museum, la sola istituzione museale dell’isola che permette di conoscere nel dettaglio la storia di Niue e le sue tradizioni, nonché una ricca mostra sulle caratteristiche naturali e geologiche dell’isola.

Il luogo più visitato dell’isola è Togo Chasm, un’incredibile formazione bio-geologica formata dalla fossilizzazione di migliaia di antichi coralli che hanno creato un vero paesaggio lunare dove è possibile ammirare un intero canyon che parte dalla foresta tropicale nell’entroterra e si spinge fino alle acque dell’oceano.
Le creste frastagliate di corallo pietrificato incorniciate dal meraviglioso panorama dell’Oceano sono una delle viste più spettacolari di tutta Niue e sebbene sia in una delle zone più remote dell’isola, è impossibile non compiervi una visita..

Nel Paese non ci sono sportelli bancomat e molte aziende operano ancora solo in contanti, quindi è utile portarne con se. Volendo, è possibile prelevare dall’unica banca in funzione nel territorio, mentre un piccolo numero di aziende offre prelievi tramite EFTPOS per i titolari di conti bancari neozelandesi.
Ad Alofi, come nel resto del Paese non ci sono mezzi pubblici per cui, chi fosse interessato a visitare l’isola, deve noleggiare un’auto o una moto, ma anche una semplice bicicletta.
Per arrivare a Niue l’unica tratta che si può seguire è quella verso la Nuova Zelanda e prendere uno dei voli Air New Island che due volte alla settimana partono da Auckland e atterrano sul piccolo aeroporto, appena a sud di Alofi.
Il periodo migliore per raggiungere l’isola è durante l’estate in Europa, l’inverno nell’emisfero australe, quando è in corso la stagione secca e le piogge sono più scarse, rendendo più agevoli gli spostamenti e l’esplorazione dell’entroterra dell’isola.