I giardini perduti di Heligan

Trent’anni fa,  dopo essere rimasti abbandonati per oltre 100 anni, hanno ripreso vita “ I Lost Gardens of Heligan” – I giardini perduti di Heligan – un’antica residenza della famiglia Tremayne, nel villaggio di Pentewan, nella Cornovaglia inglese, un luogo di notevole bellezza, che richiama atmosfere epiche e di fantasy, immerso in una magica e misteriosa quiete, dove è possibile ammirare anche straordinarie statue create dall’uomo e modificate dalla natura.

Heligan, dimora della famiglia Tremayne per oltre 400 anni, è una delle tenute più misteriose dell’Inghilterra: alla fine del XIX secolo, i suoi 400 ettari raggiunsero il massimo splendore, ma solo pochi anni dopo, i rovi e l’edera stavano già stendendo un manto verde sull’intera area.
L’arrivo della Prima Guerra Mondiale contribuì ulteriormente alla decadenza dei giardini: la tenuta fu infatti requisita dal Dipartimento di Guerra e usata come ospedale da campo.
Terminata la Grande Guerra, Jack Tremayne, l’ultimo erede maschio diretto della famiglia, si trasferì in Italia e la villa fu venduta.

Successivamente, nel corso della seconda guerra mondiale, parco e villa vennero nuovamente espropriati, questa volta dall’esercito americano, per essere utilizzati come alloggio per le truppe sino a che, una volta terminato il conflitto, per anni, nessuno si curò più della tenuta: casa e giardino andarono così in rovina, con boscaglia ed erbacce che coprirono, poco alla volta, quello che un tempo era stato un rigoglioso parco di 100 acri. A questo poi, a tanta trascuratezza, andava ad aggiungersi anche il devastante uragano del 1990 che aveva rischiato di cancellate ogni cosa.

Ma proprio quando tutto sembrava ormai segnato, durante un sopralluogo dopo la grande tempesta, venne scoperta una minuscola stanza verde, sepolta sotto i calcinacci: tra le macerie venne trovato un frammento di pietra, con sopra una iscrizione datata 1914: “Non venite qui per dormire o riposare”, seguito dall’elenco dei nomi di chi vi aveva lavorato.
Tra quanti compirono la visita, anche uno degli eredi della famiglia Tremayne, John Willis, che insieme ad un amico, il produttore discografico Tim Smit, decise a quel punto di rimettere in ordine i giardini e diede il via ad un grandioso progetto di restauro che si concluse nel breve volgere di un anno: per la Pasqua del 1992, “i giardini perduti” vennero aperti al pubblico e oggi, questo eclettico giardino è uno dei più popolari siti botanici della Gran Bretagna, un luogo mistico e indimenticabile.

L’apertura dei giardini ebbe risonanza mondiale, tanto che la BBC, che seguì i lavori di ristrutturazione, li raccontò poi in un lungo documentario e anche il Times se ne interessò, descrivendo quanto fatto come “il progetto di restauro del secolo“.
Oggi, camminando per questi verdi prati non si ha solo la possibilità di respirare il profumo intenso delle miriadi di fiori che lo colorano, ma si assiste anche a qualche cosa di più: uno stretto legame tra la forza vitale della natura e l’pera umana, capace di far rinascere un luogo il cui ricordo si era smarrito nell’oscurità di ben due guerre.

Attualmente “I Lost Gardens of Heligan”, offrono una fantastica collezione di piante e fiori provenienti da tutto il mondo: si possono ammirare, tra gli altri, una incredibile collezione di camelie e rododendri, oggi diventata Patrimonio Nazionale; ma anche una straordinaria piantagione di meloni.
E poi la giungla, la “Giungla di Heligan”, nella quale è possibile ammirare felci tropicali giganti e palme esotiche portate nei giardini da quelli che una volta venivano chiamati “i cacciatori di piante”: oggi la giungla continua ad arricchirsi di nuove piante tropicali, tanto da aver creato, al suo interno, un microclima più caldo di 5 gradi rispetto al resto dei giardini.

Passeggiando lungo uno dei tanti sentieri, può capitare di trovarsi davanti ad un rabarbaro gigante, tra piante di bambù e banane, così come può capitare di ammirare il più grande albero di tasso presente sul suolo britannico, oltre all’unica piantagione di Wollemie del Paese. Originarie dell’Australia, le wollemie, ritenute quasi fossili viventi, sono conifere della famiglia Araucariaceae, scoperte nel 1994 dalla guardia forestale David Noble, dal quale la pianta prende il nome scientifico, in una profonda gola del Wollemi National Park, a 150 km a nord di Sydney.
E tutto questo è anche possibile osservarlo, ammirarlo, anche dall’alto, “attraversando” la giungla grazie ad un ponte tibetano lungo 30 metri.

Sin qui tuttavia, a parte qualche eccezione, niente di strano, più o meno belli, più o meno grandi, giardini ricchi di piante se ne possono trovare un po’ ovunque nel mondo: quel che distingue “I giardini perduti di Heligan”, sono infatti le statue sparse  tra i prati e i boschi, statue per la verità piuttosto originali, create dall’uomo, ma modificate dalla natura.
Ecco allora The Sleeping Gooddes (“La Dea dormiente“); la Mud Maid (“La donna del fango“); la Giant’s Head (“La testa del Gigante“); la Moss Maiden (“La Fanciulla del Muschio“); la Grey Lady (“La Signora Grigia“): statue che sembrano ancorate alla terra stessa, racchiuse tra le foglie di edera e stese su un tappeto erboso.

Difficile descriverle efficacemente: la “Donna (o domestica) di fango” e la “Testa del gigante”, opere, tra le altre, della scultrice Susan Hill, sono oggi coperte da muschi e licheni, tanto da confondersi con il terreno, come se fossero semi-sepolte nella terra, o come se sorgessero dalla terra stessa, mentre i “capelli” delle teste, composti come sono da vari tipi di erba, si muovono al soffio della brezza e sembrano spettinarsi.
Incredibile è anche la “Lost Valley”, all’interno di un bosco, in primavera letteralmente coperta da un tappeto di campanule di vari colori. Ma non solo: nei giardini si trova anche l’ultima piantagione di ananas europea, l’unico posto in Europa dove gli ananas crescono secondo un antico metodo.
La zona è inoltre la “casa” di molte specie di fauna selvatica, tra cui il martin pescatore, le lontre, i colibrì, i barbagianni e i pipistrelli.

Per arrivare ai Giardini perduti di Heligan, ci si deve dirigere verso St Austell e prendere poi la statale B3273, verso Mevagissey, il piccolo porto di pescatori 8 km più a sud; la stazione ferroviaria più vicina si trova a St Austell, e la compagnia di autobus Western Greyhound collega direttamente Heligan a St Austell e Mevagissey. Vi è anche un aeroporto presso Newquay con collegamenti diretti con Londra Gatwick (Flybe) e Southend (easyJet).  Inoltre, Ryanair e l’Air South West effettuano voli regolari sull’aeroporto di Newquay, a circa 20 miglia da Heligan.
I Lost Gardens of Heligan sono aperti tutto l’anno: si tratta infatti di un guardino per tutte le stagioni per cui non esiste un momento migliore di un altro per visitarlo: ogni stagione farà le sue sorprese.

Cornwall – Mevagissey

Info:
I Giardini Perduti Di Heligan
Pentewan, St.Austell, Cornovaglia, Regno Unito, PL26 6EN
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Tel/textphone : 0044(0)1726 845100
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