Nel fiume dai cinque colori

Chi lo ha visto lo ha definito “il fiume più bello del mondo” ed è così che oggi è conosciuto: stiamo parlando del Caño Cristales, un affluente del fiume Guayabero, situato nel Parco Nazionale della Serrania de la Macarena, nel dipartimento di Meta, in Colombia, a circa 170 chilometri dalla capitale, Bogotà..

Ma il Caño Cristales è decisamente più noto come il “fiume dei cinque colori”, oppure, come lo hanno definito gli abitanti della zona, “arcobaleno liquido”, dato che le sue acque sono effettivamente un arcobaleno di colori, che spaziano dalle tonalità rosse, verdi, gialle, blu e nere, in un display naturale che non accade in nessun altra parte del mondo.
A colorare il fiume, mescolandosi con i colori delle rocce, della sabbia e dell’acqua cristallina, è l’alga d’acqua dolce Macarenia clavigera che durante la stagione delle piogge assume sgargianti tonalità regalando al fiume un aspetto a dir poco straordinario.
Non solo. Il fiume è uno spettacolo unico anche per le piccole cascate che, lungo gran  parte del suo corso, entrano in piccoli tunnel naturali chiamati dalla gente del posto “Los Ochos”, uscendone poi colorati.

Serranía de la Macarena è un parco nazionale protetto che copre 6.200 chilometri quadrati: si trova dove si incontrano tre grandi ecosistemi del Paese sud americano, ognuno con un’alta diversità di flora e fauna: la foresta pluviale amazzonica, la catena montuosa delle Ande e le pianure savane dell’East Llanos.

Il parco è considerato una delle aree più ricche di biodiversità della Colombia: gli esperti spiegano che ospita oltre 500 specie di uccelli, 100 specie di rettili, oltre 2.000 specie di piante e più di 1.200 specie di insetti, oltre a molte specie di animali.
Fino alla metà degli anni 2000, la vicina attività di guerriglia aveva reso questa parte della Colombia quasi completamente inaccessibile, poiché era considerata un’area troppo pericolosa, ma ora è generalmente considerata sicura ed è diventata una destinazione ecoturistica in crescita.

Dicevamo che il Caño Cristales è ritenuto il fiume più bello del mondo ed è un titolo che gli è stato riconosciuto ufficialmente anche dalla rivista americana “Forbes”.
E’ per un centinaio di chilometri del suo percorso – il fiume è lungo oltre 170 chilometri –  che per un breve periodo dell’anno, tra luglio e novembre, a cavallo tra la regione umida e quella secca, che il Caño Cristales diventa una vera e propria esplosione di colori, tanto da sembrare un dipinto di rara bellezza, qualcuno ricorda addirittura che potrebbe essere un’opera di Monet, mentre qualcun altro, fa riferimento ad un libro di fiabe.

Per preservare il fiume e le sue straordinarie alghe è assolutamente vietato entrare nelle sue acque, ma è possibile solo fermarsi sulle sue rive e scattare fotografie, gratuitamente: per entrare nel parco invece, è necessario pagare un biglietto ed è condizionata all’ingresso solo  con un tour organizzato, accompagnati da una guida locale.
Il fiume rappresenta, come detto, il punto d’incontro tra l’Amazzonia, le Ande e la regione dell’Orinoco, un’unione che lo rende un ecosistema unico al mondo, popolato oltre che uccelli, insetti e rettili, anche da giaguari, formichieri, puma, cervi, scimmie e coccodrilli, senza dimenticare che tra le montagne circostanti si possono trovare oltre 50 varietà di orchidee e tornando al pensiero che “il fiume dai cinque colori” possa essere uscito da un libro di fiabe, verrebbe da pensare che intorno ci vivano anche unicorni e fate.

Nel 2017, sono stati ben 15mila i visitatori che si sono avventurati lungo le rive di questo straordinario fiume, tanto che l’area era stata chiusa durante un periodo di forte siccità, perché se da un lato il turismo rappresenta una spinta indispensabile all’economia di una regione così remota, dall’altro rischia di minare la sua sopravvivenza, tanto è vero che sarebbero oggi ammessi non più di 200 visitatori al giorno.

Ma oltre al turismo, sono anche altre le minacce che incombono su questo paradiso terrestre, a cominciare dagli effetti dei cambiamenti climatici: negli ultimi anni si sono infatti verificati periodi asciutti durante la stagione delle piogge, mentre invece è piovuto durante la stagione secca che ultimamente tende ad arrivare in anticipo.
Carlos Lasso, ricercatore presso l’istituto Humboldt, a proposito dei cambiamenti del clima ha infatti dichiarato qualche tempo fa al New York Times: “L’alga che vive in questo fiume rischia di morire a causa dell’aumento della temperatura globale e il fiume più bello del mondo rischia di tramutarsi in un corso d’acqua qualunque”.

Non solo, la zona è ambita dalle compagnie petrolifere e una di queste, nel 2009 aveva iniziato a condurre studi sismici in un’area a circa 68 chilometri dal Caño Cristales, alla ricerca dell’oro nero. Per quanto le operazioni fossero distanti dal fiume, si è temuto per l’incolumità dell’ecosistema tanto che nel 2016 il presidente della Colombia, Manuel Santos, le aveva revocato il contratto.
La città più vicina a Caño Cristales è La Macarena, una città di frontiera con una popolazione di circa 30 mila abitanti.
Nella zona dove scorre “l’arcobaleno liquido”, non esistono alloggi o campeggi e quindi si deve soggiornare a La Macarena, anche se la scelta migliore potrebbe essere quella di soggiornare a Bogotà e dedicarsi alla visita del fiume una sola giornata.