Litla Dimun, isola col cappello

La potremmo chiamare “l’isola con il cappello”, oppure “l’isola con la testa tra le nuvole”, ma anche “l’isola delle pecore”, visto che proprio le pecore sono le uniche che abitano l’isolotto chiamato Litla Dimun, una piccola isola appartenente all’arcipelago delle Faroe, situato al largo delle coste settentrionali dell’Europa, tra il Mare di Norvegia e il nord dell’Oceano Atlantico, tra l’Islanda e la Scozia: Litla Dimun si trova tra Suðuroy e Stóra Dímun, due delle 18 isole dell’arcipelago ed ha un’area di meno di un chilometro quadrato.
Il suo nome, Litla Dimun, significa “Piccolo Dimum” e secondo lo studioso secondo Fridtjof Nansen, la parola Dimun potrebbe rappresentare un toponimo celtico pre-norvegese.

Una delle caratteristiche di quest’isola, è che molto spesso, per non dire ogni giorno, la cima della montagna che forma l’isolotto, viene coperta di una sola nuvola, nota come “nuvola lenticolare”, così chiamata perché ha effettivamente la forma di una lente e dato che le nuvole lenticolari sono sempre stazionarie, quando si formano sulle cime delle montagne o sulle isole, sembra che Litla Dimun indossi una sorta di cappello bianco.
Le nuvole lenticolari sono diverse dalle altre perché non si muovonoha spiegato il meteorologo Jesse Ferrell sono continuamente riformate nella stessa posizione dalla nuova aria che sale sulla montagna, condensandosi e producendo nuove nuvole“; a causa della loro natura stazionaria alcuni, ritenendole aliene, le hanno persino credute degli UFO.

Questo tipo di nuvola si forma quando l’aria umida scorre su un elemento geologico sporgente,appunto  come la cima di una montagna: quando il vento che sale lungo la massa continentale colpisce la corrente d’aria direttamente sopra di essa, si crea una sorta di onda sul lato sottovento della montagna stessa. A quel punto l’aria umida che cade da questa onda evapora e quindi si condensa in una grande nuvola a forma di disco.
Costituita per lo più da scogliere, fatta eccezione per il monte Slættirnir, Lítla Dímun è l’unica delle 18 isole dell’arcipelago ad essere disabitata, o meglio i suoi unici abitanti sono uccelli marini e pecore. Per secoli, l’isola è stata abitata da una varietà specifica di pecore nere dalla lana corta, che pare fossero discendenti degli animali insediatisi in questa zona durante il periodo Neolitico. Quella particolare specie di mammiferi si è estinta con l’uccisione dell’ultimo esemplare nel 1860 e oggi, sulla montagna “con il cappello”, si trovano solo pecore domestiche, lasciate per mesi libere di pascolare.

Quando giunge il momento della tosatura, i pastori, tra le 40 e le 50 persone, raggiungono Litla Dimun a bordo di barche da pesca trainando skiff a remi e raggiunta la base della montagna – solo se il mare che circonda l’isola è calmo – una volta sbarcati si arrampicano grazie a delle corde fissate alle pareti, sino ad arrivare alle pecore che vengono catturate e immobilizzate legando insieme le loro zampe.
Una volta bloccati, gli animali vengono sistemati, cinque alla volta, in apposite reti e calati sulla sottostante spiaggia dove vengono caricati sulle barche e, a gruppi di 15, trasferiti su un peschereccio che provvede poi a portarle sull’isola di Suðuroy dove, sul molo del villaggio di Hvalba, vengono prese in carico dai proprietari per la tosatura.

Secondo alcuni scavi archeologici effettuati sull’isola di Sandoy, le isole Faroe erano abitate già nel 300, però questi scavi, al momento, non hanno rivelato nulla su chi fossero o da dove venissero i suoi abitanti, anche se si pensa che possano essere state colonizzate per la prima volta tra il VI e la metà del VII secolo da dei monaci irlandesi in cerca di un luogo pacifico e tranquillo.
Molti anni dopo l’arcipelago venne colonizzato dagli abitanti della Norvegia, colonizzazione che proseguì per tutta l’era vichinga con i coloni che vi stabilirono il proprio parlamento, con tribunali locali situati in diverse aree delle isole e il tribunale principale di Tinganes a Tórshavn, la capitale delle isole: oggi il Faroese Althing, in seguito chiamato Løgting, è il parlamento più antico al Mondo ancora in uso.

Le isole rimasero sotto il controllo dei Re norvegesi, tra cui il famoso re Sverre che crebbe insieme allo zio vescovo faroese a Kirkjubøur, fino alla fine del XIV secolo, quando la Norvegia e la Danimarca si unirono formando la monarchia Danese-Norvegese.
Successivamente, quando fu abolito il vescovato faroese indipendente, le sue proprietà passarono sotto il controllo della Corona danese. Poi, a seguito della Riforma, il Re danese aumentò piano piano il proprio controllo sul commercio facendolo diventare, nel 1709, un monopolio commerciale, chiamato Monopolio del Commercio Reale.
Le isole in quegli anni erano governate direttamente da Copenaghen e di tanto in tanto venivano inviati dei funzionari per controllare il commercio e proteggerlo dai commercianti in concorrenza e dalle bande di pirati.

Fu costruito un forte tutto intorno alla capitale, Fort Skansin, che domina il porto di Tórshavn e di cui oggi è possibile visitarne i resti.
Nel settembre 1946, il Parlamento delle Isole Faroer annunciò il ritiro delle isole dalla Danimarca.
Soggiornare a Litla Dimun è ovviamente impossibile, motivo per il quale non è tra le mete più gettonate del turismo di massa, tuttavia è possibile, anche se molto difficile e di non facile accesso, visitare l’isolotto: lo sbarco tuttavia è reso difficile dalla morfologia costiera e necessita di condizioni metereologiche perfette.