Sulla spiaggia di vetro

Nel mondo la natura, alcune volte anche con la collaborazione dell’uomo, ha realizzato incredibili sorprese, a volte piacevoli, a volte spiacevoli, ma sempre, comunque le si guardi, uniche.
Tra le più spiacevoli, e qui la responsabilità è stata ed è solo dell’uomo, mentre la natura si è limitata a prenderne atto, ecco la Pacific Trash Vortex, nota anche come la grande “chiazza di immondizia del Pacifico”, o semplicemente, come “l’isola di plastica”.
Anche se nessuno è riuscito a misurarla con precisione, gli scienziati stimano che le sue dimensioni siano comprese tra i 700 mila e i 10 milioni di chilometri quadrati, un’area, grande come la Spagna, che potrebbe contenere sino a 100 milioni di tonnellate di rifiuti e detriti, ma soprattutto, plastica.

Un’immagine della Pacific Trash Vortex, nota anche come la grande “chiazza di immondizia” del Pacifico

Oggi però noi parleremo di un altro spettacolo, anche questo, per alcuni versi legato all’uomo e alla sua mancata attenzione verso il nostro mare, uno spettacolo in cui è intervenuta la natura che ne ha modificato le conseguenze, trasformandolo in un’attrazione turistica.
Siamo in California, nei pressi della città di Mendocino, appartenente all’omonima Contea dello Stato, una cittadina divenuta famosa per gli amanti del “giallo”, per essere stata il set della fortunata serie televisiva “La signora in giallo”: nei telefilm la città è situata non in California, ma nello stato del Maine ed è conosciuta come Cabot Cove.

Costa della California, con l’abitato di Mendocino, dove vennero girati gli episodi de “La signora in giallo”

Ma non è nemmeno di questo, della “Signora in giallo” che vogliamo parlare, anche se resteremo a Mendocino, sulla sua costa: oggi vi raccontiamo della “Glass Beach”, della “spiaggia di vetro”: si, avete capito bene, della spiaggia che al posto della sabbia ha milioni di pezzetti di vetro, definita da chi l’ha vista, da chi vi ha passeggiato, come la spiaggia più bella del mondo: un esempio questo, di come la natura possa sopravvivere all’uomo, creando capolavori in grado di sbalordire.
La storia di questo lembo di costa è davvero particolare: sino al 1967, per decine di anni, la spiaggia fu considerata una vera e propria discarica, con la popolazione di Mendocino e della zona che vi andavano a gettare vetri e porcellane, spazzatura arrugginita, immondizia e plastica, spesso ridotte in cenere da decine di incendi dolosi.

Per fortuna però, negli anni Settanta gli abitanti decisero di rimediare ai propri errori e di ripulire parzialmente la spiaggia, che fu così oggetto di numerose operazioni di pulitura, volte a riparare gli inevitabili danni arrecati all’ambiente. I rifiuti biodegradabili fecero il loro corso, mentre tutti gli altri furono rimossi e trasportati altrove, oppure venduti. I vetri invece, rotti dalle onde, a migliaia, rimasero sulla spiaggia.
Ed è qui che è intervenuta la natura a porre rimedio ai guasti dell’uomo: il mare, con l’andare del tempo, mareggiata dopo mareggiata, ha pensato al resto: ha infatti eroso i cristalli facendoli diventare piccoli pezzi di vetro arrotondati, inoffensivi, che creano, alla luce del sole, effetti luminosi straordinari, divenendo così un gioiello, una spiaggia che sembra illuminata da una moltitudine di piccole gemme colorate.
Qualche anno più tardi, nel 2003, resosi conto delle enormi potenzialità turistiche del luogo – a migliaia i turisti affollavano la spiaggia durante l’anno – lo Stato decise di comprare quella che poi sarà chiamata “Glass Beach”, anche se per gli abitanti della zona è ancora “The Dumps” (la discarica), facendola rientrare nella giurisdizione del MacKerricher Park, come un piccolo angolo di paradiso.
Oggi infatti i vetri, come tante piccole pietre preziose, ricoprono interamente la spiaggia, anzi, per la precisione sono ben tre le “spiagge di vetro”: due di loro sono collocate alla fine del sentiero che comincia all’angolo tra Elm Street e Glass Beach Drive, raggiungibili a piedi, o dalla strada principale, oppure arrampicandosi sulle scogliere che le circondano; la terza, quella più a sud dell’abitato, raggiungibile camminando lungo il Coastal Trail.

Per tutelare il patrimonio naturale della zona, è ovviamente vietato raccogliere o collezionare il vetro presente su Glass Beach, tuttavia accade qualche volta che qualche “vetro”, trasportato dalla risacca del mare possa finire nelle spiagge vicine, diventando subito preda dei visitatori.
Glass Beach non è l’unica spiaggia di questo tipo nel mondo: altre stranezze simili si trovano per esempio a Hanapepe, nelle Hawaii, un’area industriale vicino a Port Allen Harbor: originariamente di roccia basaltica, la costa è stata ricoperta da vetri modellati dal mare, risultato di una intensa attività di scaricamento e quello che si offre ora agli occhi dei visitatori è uno strano spettacolo, con una distesa di cristalli neri, bianchi e arancioni bagnati dalle onde del mare.
Anche Guantanamo, sull’isola di Cuba, ha la sua Glass Beach.

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