L’isola misteriosa

Forse, nel mondo, in qualche suo angolo remoto, esistono ancora esseri umani che non conosciamo, che non hanno mai avuto contatti con il resto dell’umanità: forse.
Perlomeno un luogo, tuttavia, in cui qualcuno vive assolutamente isolato e che rifiuta ogni contatto con altri esseri umani, esiste ed è in India, nel Golfo del Bengala, nell’Oceano Indiano: si tratta di una tribù di indigeni composta da qualche decina di persone tra donne, uomini e bambini, che vive sull’isola di North Sentinel, nell’arcipelago delle Andamane.

Le autorità indiane, da cui l’isola dipende, hanno proibito da qualche anno non solo a chiunque di sbarcarvi, ma anche solo di avvicinarvisi: è infatti di fondamentale importanza che il desiderio dei Sentinelesi – così sono chiamati gli abitanti dell’isola – di non avere contatti, venga rispettato, dato che in caso contrario, l’intera tribù potrebbe essere spazzata via da malattie verso cui non ha alcuna difesa immunitaria.
In altre circostanze infatti, su altre isole dell’arcipelago, dove vivevano diversi gruppi di indigeni, quando il contatto con il mondo esterno è stato imposto, l’impatto è stato devastante, con intere popolazioni decimate.
Che i “Sentinelesi” non vogliano avere contatti con il mondo esterno, lo hanno dimostrato, in passato con alcuni episodi che vengono raccontati dagli abitanti delle isole vicine: si dice infatti che nel 2006 alcuni componenti della tribù abbiano ucciso due pescatori che erano sbarcati sull’isola dopo aver pescato nelle acque circostanti.
Qualche anno più tardi, un giovane americano, sbarcato sull’isola nonostante gli fosse stato intimato di non farlo e aver cercato di incontrarne gli abitanti, venne ucciso sulla spiaggia a colpi di lancia.
Non solo. Nel 2004, un elicottero inviato dalle autorità indiane per controllare le eventuali conseguenze sulla popolazione dopo lo tsunami che aveva compito l’isola, mentre sorvolava la foresta venne fatto segno a lanci di frecce da parte degli abitanti.
Prima di allontanarsi, il personale a bordo dell’elicottero, avrebbe scorto tra gli alberi, tre piccoli villaggi con grandi capanne che si presume fossero a disposizione dell’intera comunità, oltre che a semplici ripari costruiti sulla spiaggia.
Le notizie che si hanno sui Sentinelesi derivano infatti oltre che dalle poche immagini scattate dall’elicottero, solo dalle osservazioni effettuate dagli occupanti di alcune imbarcazioni ormeggiate a distanza di sicurezza dalla rive o dai brevi periodi in cui la tribù ha permesso alle autorità di avvicinarsi abbastanza per consegnare alcune noci di cocco. A questo proposito uno di questi contatti, relativamente “pacifico”, avvenne nel lontano 1991, quando alcun i inviati del governo giunti all’isola a bordo di una barca, furono lasciati avvicinare alla spiaggia quel tanto sufficiente a lanciare in acqua alcuni sacchi di noci di cocco, senza che fossero oggetto di atti ostili, ma non fu permesso loro di sbarcare.
I componenti della tribù, a quanto pare, vivono cacciando gli animali, raccogliendo i frutti degli alberi della foresta, una foresta fittissima, che copre praticamente l’intera isola, oltre a pescare nelle acque costiere facendo uso di imbarcazioni, canoe a bilanciere, molto strette e che possono essere usate solo in acque poco profonde perché non avendo remi, vengono mosse usando un palo, come se si spingesse una zattera: in pratica, le loro abitudini e le loro conoscenze non sarebbero mutate col passare dei secoli, come se fossero rimasti all’età della pietra.
Anche se non si conosce come questa tribù sia arrivata a North Sentinel, gli studiosi presumono che questa popolazione, a quanto sembra di origine africana, abiti l’isola da alcune migliaia di anni, si dice tra i trenta e i sessantamila.
Quanti hanno studiato i Sentinelesi,  piccoli, dalla pelle scura e dai tratti tipici dei pigmei africani, li descrivono come il più enigmatico gruppo di persone mai scoperto sulla terra.
Da qualche anno ormai, a seguito di una campagna condotta da Survival International, il movimento mondiale nato a Londra nel 1969 per i diritti dei popoli indigeni, per difendere le loro vite, le loro terre e contro ogni forma di persecuzione, razzismo e genocidio, il Governo Indiano ha abbandonato i piani per contattare i Sentinelesi.
Ciò che resta da augurarsi è infatti che questo non accada, che l’uomo “civilizzatore” impari il rispetto per il diverso e che se una cultura è differente dalla sua, non per questo sia da ritenersi “inferiore”.
Ma purtroppo, come dice Stanislaw Jerzy Lec, scrittore, poeta e aforista polacco, nato a Leopoli nel 1909 e morto a Varsavia, nel 1966, a 55 anni – “ci saranno sempre degli Eschimesi pronti a dettar norme su come devono comportarsi gli abitanti del Congo durante la calura”.

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