Sul Grande Azzurro Verdoso

Ci sono luoghi che non riusciamo nemmeno ad immaginare, luoghi che sembrano usciti da libri di avventura o da film di animazione, di quelli pieni zeppi di effetti speciali, luoghi che sembrano disegni di un fantasioso scrittore.
E uno di questi è sicuramente il “Grande Azzurro Verdoso”, Monte Roraima, uno dei 115 tepuis – altopiani – della Gran Sabana, in Venezuela, considerati come le formazioni geologiche più antiche della Terra, che paiono risalire a 2 miliardi di anni, al periodo Precambriano.

E’ la montagna più alta della catena Pakaraima degli altipiani in Sud America, ed è il punto di convergenza di ben tre confini, Venezuela, Brasile e Guyana: si trova nello scudo Guianese,nella parte orientale del Parco Nazionale Venezuelano di Canaima, un parco di 30 mila chilometri quadrati, formando il più picco alto degli altopiani della Cordigliera della Guyana.
Roraima, in lingua locale, “Roraima Tepui”, “Roroi” significa “azzurro verdoso” e “Ma” significa “grande” e infine, “Tepui”, che tradotto, significa  anche “casa degli spiriti”.

Il punto più alto del monte e’ la Roccia Maverick, 2810 metri e l’area del suo picco (31 km²) è protetta da scogliere alte sino a 400 metri su tutti i lati. Non si tratta di un altopiano piatto come un tempo si credeva, anzi: il paesaggio è un labirinto di rocce, con formazioni geologiche uniche al mondo che hanno dato origine a laghi noti come “el Gladys”; con numerose gole, (a volte centinaia di metri di profondità), con clima tropicale umido in sottofondo, (fino a 30°C), mentre nella parte superiore del plateau, è più moderato, (fino a 10°C), con diverse condizioni ambientali.
Inoltre, piove quasi ogni giorno.

Per molto tempo, prima dell’arrivo degli esploratori europei, la montagna aveva mantenuto un significato sociale per le popolazioni indigene della regione, ed era, ed è tutt’ora il centro di molti dei loro miti e leggende.
Per loro, la montagna é infatti sacra, soprattutto per gli indio Pemon e Kapon della Gran Sabana, che lo considerano la madre di tutte le acque che, con quelle provenienti della sua cima, finiscono nei principali fiumi della regione.
Gli abitanti di questa parte del territorio hanno sempre visto il Monte Roraima come il tronco di un possente albero che una volta, possedeva la frutta e la verdura di tutto il mondo: tagliato ed abbattuto da Makunaima, il suo acerrimo nemico, l’albero cadde a terra, causando una terribile alluvione.
Gli indiani nativi non hanno mai tentato scalare questa straordinaria montagna.
I misteri che avvolgono questa montagna, ma anche il resto della regione, inspirarono lo scrittore Sir Arthur Conan Doyle per il suo celebre libro, The Lost World, che raccontava la scoperta di un mondo preistorico dove vivevano dinosauri ed esistevano piante preistoriche.
Salire sulla sua cima, tra foreste di nuvole è qualcosa di unico, un’esperienza forte e suggestiva. Nel percorso magico si potrà campeggiare in una delle zone sabbiose protetta da intemperie e sporgenze rocciose. Si potrà ammirare la Valle de los Cristales per vedere i cristalli colorati, si potranno incontrare piante strane e sconosciute, animali mai visti.
Molte delle specie presenti nel Roraima sono infatti endemiche dell’altopiano. In cima alla montagna crescono vari tipi di boschi, con una grande varietà di orchidee, bromelie e speci di piante carnivore, oltre ad animali unici come il rospo Roraima Bush, un rospo diurno.
Attualmente il monte Roraima è meta particolarmente interessante per gli escursionisti, che in maggioranza scalano la montagna dal lato Venezuelano.
La maggior parte degli alpinisti assumono un guida nativo Pemon, nel villaggio di Paraitepuy, che si raggiunge attraverso una strada rustica dalla strada principale della Gran Sabana, tra il km 88 e Santa Elena de Uairén. Anche se il percorso per raggiungere l’altopiano è ben marcato ed è comunemente transitato, è facile perdersi in quanto ci sono percorsi molto simili, nonché una copertura nuvolosa quasi costante che ostacola i riferimenti visivi.
Da Paraitepuy, la maggior parte degli escursionisti ha bisogno di tutto un giorno per raggiungere la base della montagna, e poi un altro giorno per andare a “La Rampa”, la “scaletta” naturale che porta alla cima. Altri due giorni sono in genere necessari per completare il ritorno, per cui molte persone soggiornano un giorno ed una notte sulla cima della montagna.
Nei viaggi più lunghi è possibile raggiungere la parte settentrionale del Tepui, soprattutto dalla Guyana, che offre luoghi meno esplorati e più interessanti, come Lago Gladys, anche se cio’ è più rischioso, viaggi questi che dovrebbero essere intrapresi solamente da gruppi ben attrezzati.
Tuttavia, c’è anche un’altra strada: i meno avventurosi possono raggiungere la cima della montagna, quando il tempo lo permette, con tour in elicottero, a disposizione nella vicina città venezuelana di Santa Elena Uairén.
Il monte Roraima si può scalare in qualsiasi periodo dell’anno, ma in genere si opta per il periodo che va tra dicembre ed aprile.