“Dopo la tragedia”
di Federico Veronesi

“Dopo la tragedia”, di Federico Veronesi
La fotografia che ritrae una femmina adulta di elefante mentre emerge dalla boscaglia portando con sé il corpo senza vita del proprio piccolo, immagine dal titolo “The Aftermath” (Dopo la tragedia) e realizzata nella Huab River Valley, in Damaraland, Namibia è la vincitrice della sessantaduesima edizione del “Wildlife Photographer of the Year 2026”: l’autore dello scatto è il fotografo naturalista italiano Federico Veronesi, da oltre vent’anni residente in Kenya.
Federico stava seguendo gli elefanti quando si è imbattuto in una serie insolita di segni di trascinamento sulla sabbia del letto di un fiume in secca. La causa è diventata chiara quando ha raggiunto un gruppo familiare. Una femmina è emersa con il cucciolo, la cui zampa era stretta tra la zanna e la proboscide.
Comportamenti legati alla morte – come vocalizzazioni, veglia del cadavere, ispezione e manipolazione di ossa, trasporto dei deceduti – sono stati osservati negli elefanti sia africani sia asiatici. Alcuni ricercatori suggeriscono che potrebbero indicare il percorso di un elefante verso la comprensione della morte, altri interpretano questi gesti come manifestazione del lutto.
Kathy Moran – Presidente della giuria ha precisato che “Questa fotografia funziona su così tanti livelli. Emotivamente è un pugno allo stomaco, straziante e commovente. Ritrae tutto quello che il fotografo ha visto in questi animali incredibili: la capacità cognitiva, l’empatia, la compassione, la consapevolezza di sé e la complessità emotiva. Questa fotografia dice davvero tutto”.
Federico Veronesi è inoltre protagonista di un altro importante riconoscimento: la sua Sanctuary Survivors (Sopravvissuti del Santuario), che racconta una storia di successo nella conservazione, è stata premiata con l’Impact Award 2026 e ha ricevuto la Menzione d’onore nella categoria “Ritratti di Animali”: si tratta di un gruppo di rinoceronti bianchi meridionali che
si avvicina a una pozza d’acqua, sollevando una nuvola di polvere, fotografato nella Solio Game Reserve, il primo santuario in Kenya con un ruolo fondamentale nella protezione e nella riproduzione del rinoceronte nero, specie in pericolo critico, e del rinoceronte bianco meridionale, oltre che nei programmi di trasferimento degli animali verso altre aree protette.

“Un atto d’amore” di Oscar Whitfield, Zimbabwe
Il titolo di Young Wildlife Photographer of the Year 2026 è stato assegnato a Oscar Whitfield, giovane fotografo dello Zimbabwe/Regno Unito, per Labour of Love (Un atto d’amore), scattata nel Parco Nazionale di Zambezi, in Zimbabwe, che mostra una femmina di scarabeo stercorario mentre trasporta una pallina di sterco, destinata al nutrimento della propria larva. Uno scatto che racchiude una storia completa e che testimonia la capacità di osservare e raccontare anche i più piccoli protagonisti degli ecosistemi.
Le altre eccellenze italiane premiate con Menzione d’onore sono: Marco Colombo, nella categoria “Subacquee”, per Cave of Wonder (La grotta delle Meraviglie), realizzata in una grotta del Friuli-Venezia Giulia, dove si vede un raro proteo, anfibio tipico degli ambienti carsici sotterranei, considerato a rischio a causa dell’inquinamento delle acque; Fabio Sartori, nella categoria “Arte della natura”, per Swept Away (Spazzato via), immagine realizzata a Valpiana, in provincia di Grosseto, che crea l’illusione ottica di una formica sospesa in aria mentre viene trasportata dal vento su un seme; Carlo Antonio D’Aurizio, nella categoria “Zone umide – la visione d’insieme”, per Starling Morning Cloud (Nuvola di storni mattutina), spettacolare stormo di storni in volo sopra il fiume Tirino, in Abruzzo.
Ognuna delle 100 fotografie esposte ha una storia eccezionale riportata nelle didascalie, arricchite dalle emozioni dell’autore durante la realizzazione dello scatto, dai dati tecnici, dalle informazioni scientifiche sulle specie ritratte e dalle citazioni dei fotografi e della giuria.
Un viaggio per immagini che assume un significato ancora più ampio grazie al tema della salute della biodiversità della Terra che è possibile approfondire, per alcuni degli habitat raffigurati, attraverso il Biodiversity Intactness Index (BII). L’indice sviluppato dagli scienziati del Natural History Museum misura quanto un ecosistema sia rimasto integro e individua le aree maggiormente compromesse, offrendo a ricercatori, istituzioni e decisori politici uno strumento utile per orientare le azioni di protezione e ripristino.
La 62ª edizione del Wildlife Photographer of the Year sarà a Milano dal 20 novembre al 7 febbraio 2027 al Museo della Permanente e presenterà in contemporanea al Natural History Museum di Londra, le 100 fotografie premiate al concorso. Un viaggio emozionante tra meraviglie e fragilità della natura
Info:
Tel.+39 3516982286
info@radicediunopercento.it
www.radicediunopercento.it
Orari:
tutti i giorni dalle 10 alle 19;
giovedì e venerdì, dalle 10 alle 22
24 e 31 dicembre dalle 10 alle 18 (25 dicembre e 1 gennaio chiuso
Biglietti: intero 16 euro, ridotto 14














