Aggius, tra cultura e natura

Quando si parla di Sardegna, il pensiero corre subito al suo mare, alle sue spiagge, al suo cibo, l’isola tuttavia, come ben sappiamo, è anche cultura: ogni città, paese, villaggio porta la propria storia, le proprie tradizioni, i propri racconti all’intera isola, arricchendola.
Oggi vogliamo parlarvi di Aggius, piccolo comune di poco meno di 1500 abitanti della provincia di Sassari, a 514 metri sul livello del mare, nel nord della Sardegna, in Gallura: sorge ai piedi del massiccio del monte Limbara, la cui cima più alta, Punta Balistreri, si innalza sino a 1360 metri.

Intorno al paese, muretti a secco, nuraghi, boschi secolari di lecci e sugherere, e vigneti: con alle spalle, come detto, il monte Limbara, Aggius è disteso ai piedi di alcune splendide creste granitiche: tra queste,  i “monti di Mezu”, i “monti Sotza”, i “monti Polcu”, i “monti di la Cruzi”, i “monti Pinna” e i “monti Fraili”, con altezze che varianti tra gli 800 e i 645 metri di altitudine.
Una delle caratteristiche di Aggius, è anche il panorama che si può godere dall’abitato: a sinistra, guardando verso il mare, l’isola dell’Asinara e il suo golfo; a destra, nelle giornate limpide – e sono moltissime – oltre a scorgere l’arcipelago della Maddalena, ecco le Bocche di Bonifacio e le montagne della Corsica, con le riconoscibili falesie di Capo Pertusato.

Aggius – Chiesa di Santa Vittoria

Nel centro storico del paese, l’elemento predominante è il granito a vista, presente nelle murature degli edifici e negli infissi esterni.
Quattro le chiese da visitare, la Chiesa di Santa Vittoria, eretta nel 1536, con accanto il campanile alto 33 metri, ma costruito negli anni recenti; la Chiesa di Nostra Signora del Rosario e la Chiesa di Santa Croce, la prima che porta la data del 1727 e la seconda del 1709, che si pensa siano le date dei restauri e quindi di origine ancora più lontana nel tempo.
Infine, la Chiesa di Nostra Signora d’Itria, fu fatta costruite dalla famiglia Tirotto nella metà del ‘700, come ringraziamento alla Madonna per il ritorno di un familiare caduto nelle mani dei Saraceni.

Nei dintorni dell’abitato, sentieri impervi, sugherete e alture in granito, che dominano uno spettacolo straordinario, la Valle della Luna, o Piana dei Grandi Sassi, un luogo affascinante dal profondo silenzio, quasi magico.

Nuraghe Izzana

Nella valle è possibile visitare una delle strutture nuragiche più imponenti e in miglior stato di conservazione di tutta la Sardegna: il nuraghe Izzana.
Datato tra il XVI e il X secolo a.C., il nuraghe presenta due ingressi, una grande camera circolare chiusa a falsa cupola (la tholos), e una serie di corridoi e nicchie che le conferiscono un aspetto quasi labirintico.
Ma tornando ad Aggius, nel pieno centro storico, è stato allestito il museo etnografico Oliva Carta Cannas: che racconta usi, costumi e tradizioni, un’esposizione intima e personale, in grado di fare immergere il visitatore nel vivo del suo viaggio alla riscoperta della vita di un tempo.

Aggius – una delle sale del Museo Etnografico

Tutti gli oggetti esposti sono stati donati dagli abitanti del paese, che hanno partecipato all’arricchimento del patrimonio antropologico e culturale della struttura, rafforzandone la sua identità. Ciò ha contribuito a creare un rapporto di particolare vicinanza del sistema museale con il paese che si identifica ancor di più nella struttura ritrovando, nei vari oggetti esposti, quel particolare legame che lo aiuta a riviverne la storia in un contesto nuovo e aperto a tutti.

Aggius, valle della Luna

Il museo, uno dei più grandi nell’isola, si articola in quattro ambienti: la riproduzione dello stazzo, la tipica casa gallurese di un tempo, allestita dove un tempo operava la prima scuola di artigianato tessile del paese; Casa Cannas con la vecchia scuola, la farmacia e l’u cio postale; Casa Peru contenitore multimediale della musica tradizionale aggese.

L’obiettivo è quello di offrire un percorso visivo capace di adattarsi alle esigenze di ogni visitatore secondo modalità uniche e particolari al fine di garantire una comunicazione e trasmissione dei contenuti valida ed efficace.
Ma il pezzo più pregiato di questo paese gallurese, unico in tutta la Sardegna, è il museo del banditismo, dove è possibile seguire un percorso storico fatto di documenti e oggetti che raccontano il fenomeno del banditismo a partire dal 1700 sino ai primissimi anni del Novecento.
Situato nella zona più antica di Aggius, in quello che fu il Palazzo della Pretura, si articola in 4 ambienti e racchiude al suo interno, oltre che la storia del paese, anche quella dell’intera Sardegna.

Aggius, Museo del banditismo

Ogni documento presente è la testimonianza dell’estremo impegno e del duro lavoro portato avanti per cercare di arginare il fenomeno del banditismo nell’isola.
Sul versante opposto, le armi e gli altri oggetti esposti sono rappresentativi della figura dei banditi, persone cattive o costrette a evadere la legge per pura sopravvivenza; non eroi, ma uomini ordinari immersi in un tempo straordinario.
Il Museo del banditismo è un intersecarsi di vite diverse, accomunate da destini spesso simili, che ancora oggi rivivono al suo interno.