L’arte di Charmaine Poh in mostra al Mudec di Milano

Charmaine Poh
Dal 18 settembre al 1° novembre 2026 il Mujdec – Museo delle Culture di Milano presenta con Deutsche Bank e in collaborazione con 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE, la mostra “Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take” (Intraprendi un viaggio profondo dentro te stesso e non dimenticare di portarmi con te), dell’artista singaporiana-cinese Charmaine Poh, nominata da Deutsche Bank “Artist of the Year 2025“: la rassegna è a cura di Britta Färber, Global Head of Art & Culture di Deutsche Bank e l’esposizione arriva a Milano dopo la presentazione a Berlino ed è la prima mostra personale dell’artista in Italia.
Anche per questa edizione, la mostra sarà accompagnata da un articolato public program pensato per ampliare l’esperienza espositiva attraverso workshop, talk, visite guidate e attività partecipative rivolte a pubblici differenti.
Sviluppato a partire dai nuclei centrali della ricerca di Poh – identità digitale, rappresentazione del corpo, visibilità pubblica, relazioni e nuove forme di socialità – il programma trasformerà la visita in un percorso attivo e immersivo, mettendo in dialogo arte e questioni centrali della contemporaneità.
Dal 2010 il premio “Artist of the Year” rappresenta una delle principali iniziative globali con cui Deutsche Bank sostiene la ricerca artistica contemporanea, individuando ogni anno artiste e artisti emergenti provenienti da diversi Paesi del mondo, capaci di interpretare le complessità del presente attraverso in maniera innovativa e socialmente rilevante.

Good Morning Young Body
Più che un premio, il progetto costituisce una piattaforma internazionale di visibilità che accompagna gli artisti selezionati attraverso una mostra personale, la pubblicazione di un catalogo dedicato e l’acquisizione di alcune opere per la Deutsche Bank Collection, una tra le più importanti collezioni corporate di arte contemporanea al mondo.
A vincere l’”Artist of the Year” per il 2025 è stata Charmaine Poh (Singapore, 1990), la più giovane artista ad aver ricevuto sino ad ora questo riconoscimento: attraverso video, installazioni, fotografia, testo e performance, Poh sviluppa una pratica multidisciplinare che intreccia esperienze personali, tecnologie digitali, memoria, ecologia, cyberfemminismo e storia, affrontando temi legati all’identità, alle strutture di potere, alla queerness e alle forme contemporanee di rappresentazione.

What’s softest in the world rushes and runs over what’s hardest in the world
Il titolo della mostra – Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take – nasce da una frase emersa in uno scambio epistolare tra l’artista e un amico; una frase grammaticalmente imperfetta, poetica e sfuggente, che diventa metafora di ciò che attraversa l’intero progetto: lo spazio dell’intraducibile, delle identità ibride e di ciò che esiste tra le lingue, le culture e le esperienze. L’intero percorso espositivo si sviluppa come un ambiente immersivo e stratificato in cui convivono dimensione intima e tensione collettiva, memoria personale e costruzione sociale dell’identità, tecnologia e corporeità.
Elemento centrale della mostra è The Moon is Wet (2025), grande installazione video a tre canali realizzata appositamente per il progetto espositivo: l’opera intreccia le storie della dea del mare Mazu, delle “Majie” – lavoratrici domestiche migranti non sposate provenienti dalla Cina meridionale – e di una contemporanea lavoratrice domestica indonesiana, restituendo un racconto che attraversa la storia migratoria di Singapore, le dinamiche del lavoro e le forme di solidarietà femminile e collettiva.

Ma Jie, Hnds
Attorno a questi temi emergono anche altri nuclei centrali della ricerca di Poh: il corpo, il respiro, la vulnerabilità, la persistenza e la relazione tra presenza fisica ed esistenza digitale.
In Heavy is the root of light (2025), installazione luminosa composta da proiezioni e frammenti poetici, il visitatore è immerso in uno spazio percettivo sospeso dove luce, linguaggio e memoria diventano materia. La tensione tra sfera privata e costruzione sociale dell’identità attraversa inoltre What’s softest in the world rushes and runs over what’s hardest in the world dove coppie queer raccontano desideri, paure e vulnerabilità legate alla genitorialità e alla costruzione di famiglie non normative nella Singapore contemporanea.

The Moon in Wet
In Good Morning Young Body (2021–23), Poh rielabora invece la propria esperienza come giovane attrice televisiva nella Singapore degli anni Novanta: attraverso immagini d’archivio e tecnologie deepfake, l’artista costruisce un avatar del proprio io adolescente per riflettere sulla sessualizzazione del corpo femminile, sull’esposizione mediatica e sulle forme contemporanee di violenza digitale.
“Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take” restituisce così un paesaggio visivo e sensibile in cui esperienza individuale e tensione collettiva convivono, aprendo nuove riflessioni sui temi della rappresentazione, dell’appartenenza, della cura e delle forme contemporanee di resistenza.

Majle, Innerwear
Charmaine Poh (Singapore, 1990) vive e lavora tra Singapore e Berlino. Le sue opere sono state presentate in importanti istituzioni internazionali, tra cui Singapore Art Museum, Seoul Museum of Art, Huis Marseille e la Biennale di Venezia.
Alla Biennale Arte 2024 ha partecipato nell’ambito del Nucleo Contemporaneo con il video “What’s softest in the world rushes and runs over what’s hardest in the world”. I suoi lavori fanno parte di numerose collezioni, tra cui Deutsche Bank Collection, National Museum Singapore, Vega Foundation e Sunpride Foundation. Nel 2019 è stata inclusa nella lista Forbes Asia 30 Under 30 per le arti. È cofondatrice della rivista indipendente Jom, membro dell’Asian Feminist Studio for Art and Research (AFSAR) e attualmente è borsista presso Villa Romana a Firenze.

Public solitude
Info:
Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take
Charmaine Poh
MUDEC – Museo delle Culture – Via Tortona 56, Milano
Dal 18 settembre al 1° novembre
Orari: lunedì, dalle 14.30 alle 19.30
Martedì – mercoledì – venerdì – domenica, dalle 9.30 alle 19.30
Giovedì – sabato, dalle 9.30 alle 22.30
Ingresso libero
www.mudec.it
Tel. 02/54917














