Tra le ceramiche di Grottaglie

Dopo ben sette mesi di chiusura dovuta alla pandemia da Coronavirus, riapre finalmente al pubblico a Grottaglie, in provincia di Taranto, il “Quartiere delle Ceramiche”, costituito da oltre 50 botteghe artigianali alcune delle quali hanno ancora al loro interno, per la gioia dei visitatori che potranno così osservare le varie fasi delle lavorazioni degli oggetti secondo la tradizione nata nel Medioevo, torni e fornaci. Antica ed ancora oggi fiorente, è infatti la produzione di ceramica di queste zone, anche grazie alle ricche cave di argilla rossa presenti sul territorio.

Lungo la gravina San Giorgio, si è formato nei secoli un intero quartiere di esperti ceramisti che hanno saputo sviluppare una fiorente attività artigianale oggi riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.
Nello storico Quartiere delle ceramiche, ci si perde tra le oltre 50 botteghe artigianali: oltre a piatti, ciotole, coppe, recipienti di varie forme, si possono ammirare i galletti, tipici di Grottaglie, i “pumi”, che si vedono esposti sui davanzali delle case salentine e sono considerati di buon auspicio, (ma solo se dati o ricevuti in dono), e la “pupa baffuta“, personaggio nato da una leggenda che racconta:
un vignaiolo, per sottrarre la giovane moglie alla brutale tradizione dello ius primae noctis (diritto della prima notte) , si travestì da donna per presentarsi al feudatario al posto della ragazza. Dimenticò però di tagliarsi i baffi e fu subito scoperto. Il feudatario ne rise, ma gli chiese, per risparmiargli la vita, che gli portasse tutto il vino prodotto dalle sue vigne in anfore che avessero le sue fattezze travestito. E lui, grazie all’aiuto degli artigiani del paese, glielo portò: nelle anfore a forma di pupa baffuta”.

A pochi passi dal quartiere, nel dirompente Castello Episcopio, riapre anche il Museo della Ceramica, altro centro attrattivo turistico pugliese: l’esposizione permanente rappresenta il più importante museo pugliese sul tema dell’arte delle ceramiche e rappresenta il connubio tra quest’antichissima arte e la cittadina jonica.
Il Museo è suddiviso in cinque sezioni e svela ben 517 pezzi che vanno dalla ceramica tradizionale d’uso, alle maioliche fino agli oggetti contemporanei. I manufatti, che provengono da collezioni pubbliche e private, raccontano la storia di un passato in cui la ceramica rivestiva un ruolo fondamentale nella vita degli uomini, soddisfacendo il loro bisogno primario di igiene e di conservazione degli alimenti, ma anche la loro necessità di possedere oggetti che assolvessero ad una funzione puramente ornamentale.

Il Museo della Ceramica è aperto al pubblico, nel rispetto delle disposizioni governative, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, dal martedì alla domenica, compresi i festivi.
Prima di chiudere, due informazioni sulla città di Grottaglie, conosciuta anche come la “città dalle molte grotte”: sorge su di una collina a pochi chilometri da Taranto, sul ciglio del gradone murgiano che degrada verso il Mar Piccolo.
Il suo territorio è interessato dalla presenza di gravine, spettacolari canyon lungo i quali, fin dalla preistoria, sono stati scavati numerosi rifugi in grotta.
Famoso e importante, come detto, il “Quartiere delle Ceramiche” che sorge in ambiente rupestre ancora in attività. Antica ed ancora oggi fiorente è la produzione di ceramica anche grazie alle ricche cave di argilla rossa presenti sul territorio.
Nel cuore di questa caratteristica cittadina, lungo la gravina San Giorgio, si è formato nei secoli un intero quartiere di esperti ceramisti i quali, ricavando laboratori e forni di cottura nella roccia di ambienti ipogei utilizzati in passato anche come frantoi, hanno saputo sviluppare una fiorente attività artigianale oggi riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.

Due i principali prodotti della tradizione figulina grottagliese: i “Bianchi di Grottaglie”, manifattura artistica propria di un certo tipo di produzione elitaria caratterizzata dall’esaltazione della forma pura attraverso l’utilizzo dello smalto bianco stannifero, e la più caratteristica ceramica rustica e popolare, caratterizzata da una tavolozza cromatica costituita dal verde marcio, giallo ocra, blu e manganese. Appartengono a questa produzione i famosi capasoni (da capase, cioè capace), contenitori di notevoli dimensioni foggiati in sezioni distinte e successivamente congiunti e destinati prevalentemente a contenere il vino.
Ad oggi Grottaglie con le sue 50 botteghe di ceramisti è inserita nel ristretto elenco delle 46 città della ceramica italiana.
Info:
infopoint@comune.grottaglie.ta.it