Natale in Giordania
mercatini, tradizioni e percorsi di fede

Tempo di Avvento, tempo di Natale e anche la Giordania si prepara ad accogliere visitatori da tutto il mondo per un’esperienza natalizia unica, che unisce festeggiamenti urbani, mercatini festivi e un patrimonio cristiano di grande valore: dallo scorso 27 novembre e sino a domenica, 14 dicembre, lungo il viale pedonale Boulevard Al Abdali nel centro della capitale, ha preso vita l’Amman Christmas Market, una manifestazione family-friendly ricca di luci, artigianato locale, musica e intrattenimento.

Un mercato che propone bancarelle di decorazioni, oggetti regalo, dolci tradizionali e caffè all’aperto sotto le luci natalizie, oltre a un Babbo Natale volante, giostre, scivolo, videogiochi e l’albero interattivo, con il contesto urbano moderno di Amman, che si trasforma in un circuito di scoperta, tra shopping, pista di pattinaggio su ghiaccio e concerti, in un clima festivo e accogliente.

Il programma propone un ricco ventaglio di attività creative pensate per coinvolgere bambini e famiglie: tra le proposte più amate figurano i workshop di decorazione dello slime con colori e dettagli creativi e quelli dei biscotti, per realizzare dolci natalizi colorati e fantasiosi; completano l’offerta i laboratori di cucito, che permettono di creare piccoli decori fatti a mano, attività speciali per rinnovare la casa di Babbo Natale e la decorazione della cornice natalizia con angolo foto, pensate per stimolare creatività e immaginazione.

La Giordania è custode di una delle più antiche comunità cristiane della regione e vanta luoghi di culto e pellegrinaggio che aggiungono profondità spirituale alle celebrazioni natalizie: comunità ortodosse, cattoliche e armene partecipano alle celebrazioni natalizie con messe, canti e momenti di solidarietà.
Per chi sceglie un itinerario più spirituale, sono consigliate tappe come Betania oltre il Giordano, luogo del battesimo di Gesù; la città dei mosaici di Madaba, la splendida Jerash e il monte Nebo: perfetti per combinare vacanza, storia e fede.

Ricordiamo ancora, come detto, che la Giordania invernale offre, in tutto il Paese, un’esperienza di viaggio più rilassata e autentica, lontana dal turismo di massa: le temperature sono clementi, i prezzi più vantaggiosi e l’atmosfera festiva dell’ultimo mese dell’anno, rendono questo periodo perfetto per esplorare le meraviglie di questo Paese affascinante.

Ma la Giordania non è solo le città, grandi o piccole che siano, non è solo luoghi storici incredibili, è anche deserto: visitare, ad esempio, il Wadi Rum a dicembre offre paesaggi suggestivi con forti contrasti cromatici.
Man mano che ci si sposta a sud le vaste e monotone pietraie che caratterizzano le parti settentrionali e nord orientali del deserto giordano lasciano gradatamente spazio alle sabbie, che presagiscono l’avvicinarsi del confine saudita: di tutto il vasto deserto meridionale il Wadi Rum è la parte più spettacolare, decantata come una delle aree desertiche più belle al mondo, “vasto, echeggiante e divino”, così lo definì Lawrence d’Arabia, che qui trascorse parecchio tempo durante la rivolta araba.

A Wadi Rum il paesaggio è costituito da particolari formazioni rocciose che si ergono altissime e verticali sulla ondulata pianura di sabbia rossastra, create dalla millenaria erosione della tenera roccia arenaria che è stata anche scolpita in numerosissime forme: cupole, funghi, ponti, canne d’organo ed archi e in questo ambiente sconfinato dalle sabbie si ergono canyon e montagne con vette di puro granito alte fino a 1750 metri.

Ed è in questa parte di deserto che sono stati ritrovati reperti che dimostrano una presenza umana fin dai tempi del neolitico; chi abitava nel remoto passato queste valli (attualmente aride), grazie ad un clima più umido, allevava il bestiame e riusciva a coltivare: nel IV secolo a.C. i nabatei controllavano il passaggio in questa regione delle carovane che trasportavano l’incenso e in diversi luoghi del Wadi Rum si trovano incisioni rupestri nabatee e dei carovanieri Thamunditi, un popolo originario dell’Arabia che attraversava questi deserti nel periodo tra il V e il VII secolo a.C. Oggi il Wadi Rum è abitato da beduini nomadi, e qualche famiglia utilizza ancora come abitazione la tipica bassa tenda nera di lana di capra.

Senza dimenticare i resti immortali di Petra, scolpiti tra torreggianti pareti di roccia dai colori intensi, con le facciate degli edifici rupestri che testimoniano la ricchezza dell’antica capitale dei Nabatei: la zona archeologica è molto vasta, vi si trovano circa 800 resti tra palazzi, tombe rupestri e templi, inclusa una parte romana con il foro, i colonnati ed un teatro scavato nella montagna. Ma quello che colpisce maggiormente è la combinazione armoniosa di forme naturali, colori delle rocce ed edifici scavati nelle falesie: straordinario salire fino al monte del grande tempio, chiamato “Il Monastero”, una delle opere più stupefacenti, situato in un punto che offre panoramiche straordinarie verso il deserto.

Un luogo assolutamente imperdibile in un viaggio in Giordania, anche in  questo periodo dell’anno, à la città di Jerash (il cui nome antico era Gerasa), fondata attorno al 170 a.C. in un’area che vanta una straordinaria continuità di occupazione umana: i reperti partono nel neolitico, dal 6500 a.C., ed attraversano tutte le epoche della storia antica della Giordania, dal periodo greco a quello degli omayyadi.

L’età d’oro fu durante il dominio romano quando fu anche capitale di una provincia dell’impero e parte della Decapoli, una dinamica lega commerciale tra le dieci città greco-romane della Transgiordania: vera metropoli dell’antichità, era una città fatta di edifici decorati con marmo e granito e, favorita dalla posizione privilegiata adiacente alle vie commerciali nabatee, divenne una delle città più ricche di tutto l’Impero Romano.

default

Le rovine di questo magnifico periodo sono ottimamente conservate: in quella che era la sua parte centrale si trovano splendidi monumenti quali l’Arco di Adriano, costruito per festeggiare l’arrivo dell’imperatore, il grandioso Foro Ovale, il cui perimetro è ancora cinto dai colonnati, un ippodromo e due teatri, il Cardo Massimo, arteria principale della città di cui rimangono molte colonne e la Via Sacra che porta al Tempio di Artemide, oltre al tempio di Zeus e vari edifici con mosaici pavimentali. Dopo quest’epoca di splendori Gerasa incontrò il declino con la conquista islamica e nell’VIII secolo venne distrutta da disastrosi terremoti.

Altra città giordana meritevole di un a viasita è Madaba,
a soli 35 chilometri a sud di Amman: sorge sopra l’antico sito biblico di Medeba, da cui prende il nome, con una lunga storia, tanto da essere citata più volte nella Bibbia. Madaba crebbe nel XIX secolo, quando una comunità cristiana proveniente da Karak decise di stabilirvisi e che gettando le fondamenta per la costruzione di nuove case, scopri numerosi mosaici fino ad allora dimenticati: il più importante è stato rinvenuto nel 1897 ed è il più famoso mosaico della città, la Mappa di Madaba.

In un viaggio in Giordania, an che e soprattutto in questo periodo dell’anno, è l’escursione al mar Morto, le cui acque, oltre alle coste giordane, bagnano Israele e la Cisgiordania: più che mare, oggi è un lago salato 400 metri sotto il livello del mare, il punto più basso al mondo sulla terraferma; le sue acque possiedono un’elevata salinità, che permette di galleggiare facilmente, mentre il suo fango, ricco di minerali è usato per scopi terapeutici e cosmetici nei centri benessere della zona.