Foliage sul Rosa prima che arrivi la neve
Faggi rosso fuoco, larici dorati e vallate che cambiano colore con la quota: tre passeggiate d’autunno per ammirare il paesaggio del Monte Rosa prima che arrivi la neve.
In autunno questa straordinaria montagna mostra forse meglio che in qualsiasi altra stagione la sua vera natura; il bosco cambia, specie, densità e colore con la quota, lascia spazio ai pascoli, si interrompe intorno ai villaggi e, infine, arretra davanti alla roccia e agli ambienti glaciali.
In Val d’Ayas la vegetazione accompagna quasi ordinatamente la salita verso il massiccio; a Gressoney dominano i lariceti, interrotti da radure e nuclei Walser; ad Alagna il passaggio dal bosco all’alta montagna è più rapido e verticale: l’autunno rende questa geografia visibile; le diverse specie cambiano colore in tempi e modi differenti e finiscono per disegnare sulla montagna fasce, passaggi e cambi di quota che durante l’estate risultano molto meno evidenti.
In Val d’Ayas, un buon punto da cui leggere la trasformazione è Mandrou, a 1.830 metri sopra Champoluc, il villaggio situato alla quota più alta sulla destra orografica del torrente Évançon: da qui parte il sentiero verso il Lago Lochien, piccolo specchio d’acqua a 2.277 metri collocato proprio in uno di quei punti in cui il bosco comincia a diradarsi e lascia spazio all’alta montagna. L’itinerario, che misura circa 5,6 chilometri, richiede all’incirca due ore e mezza ed è classificato E.
In autunno offre quasi una sezione verticale della Val d’Ayas: salendo, gli alberi si diradano e i colori del bosco lasciano progressivamente spazio ai pascoli e alla roccia, con il Monte Rosa sullo sfondo.
A Gressoney l’autunno ha soprattutto un colore: quello del larice. È una delle poche conifere europee a perdere gli aghi e, prima di farlo, trasforma interi versanti in grandi macchie dorate.
Il percorso verso Alpenzù Piccolo e Alpenzù Grande, circa due ore di cammino, porta tra boschi, pascoli e antichi nuclei Walser: i larici dorati accompagnano la passeggiata e incorniciano le case in legno. Il sentiero segue il segnavia 6 e un tratto dell’Alta Via n. 1, attraversando boschi e pascoli fino agli antichi nuclei Walser.
Le architetture, radure, prati e lariceti sembrano appartenere allo stesso disegno e in parte è proprio così: nei secoli chi ha abitato queste montagne ha aperto pascoli, costruito villaggi e utilizzato il bosco senza cancellarlo, contribuendo a dare forma al paesaggio che vediamo ancora oggi.
Se Gressoney diventa oro, Alagna in autunno può diventare rosso fuoco. Il giro delle frazioni alte parte dal centro del paese e sale verso Montella, Goreto e Rusa attraversando uno dei boschi di faggio più scenografici della zona. Il percorso richiede circa due ore, supera appena 200 metri di dislivello ed è indicato anche per le famiglie. Tra Montella e Goreto il sentiero entra nel bosco per poi riemergere tra frazioni risalenti in parte al Trecento, antichi mulini, case Walser e piccoli appezzamenti coltivati.
In autunno le chiome dei faggi passano dal giallo al rosso intenso e anche le foglie cadute raccontano un rapporto antico con questo ambiente: un tempo venivano raccolte e utilizzate per riempire i pagliericci (materassi), mentre la lana veniva conservata per impieghi più preziosi.
Così una passeggiata nata per cercare i colori finisce per raccontare qualcosa di più: un paesaggio che non è mai soltanto naturale né soltanto costruito, ma il risultato di continue sovrapposizioni.
Tra i faggi di Alagna e i larici di Gressoney e della Val d’Ayas, anche l’autunno ha i suoi giorni di punta: sono quelli in cui i boschi si accendono, di quota in quota e la neve, per ora, può aspettare.
InfoPoint:
Visitmonterosa
Tel. +39 0125 303111 –
Route Ramey 69, 11020, Champoluc – Aosta
www.visitmonterosa.com














