Specchi d’acqua tra le montagne dell’Alto Adige

Lech de Ciampedel

Stagionali, sorprendenti, tra le montagne dell’Alto Adige alla scoperta dei piccoli laghi alpini che trasformano il panorama: acque cristalline, aree picnic e un punto di arrivo o un posto ideale per una pausa rinfrescante.

Iniziamo la nostra breve carrellata con il “Lech de Ciampedel” che si forma e scompare a seconda delle stagioni e delle condizioni climatiche: si trova in Val Gardena, località Vallunga, un’area naturale lungo l’itinerario che porta al Pra da rì, il prato dei fiori.

Lech de Ciampedel

Il laghetto nasce ogni anno dal disgelo, risplende sotto i raggi mattutini del sole e resta visibile solo per poche settimane, poi scompare di nuovo: i gardenesi e i fortunati ospiti che soggiornano in quelle settimane amano fare la facile passeggiata che porta ad ammirarlo e poi fermarsi a osservare le acque turchesi e scattare qualche foto davvero unica e particolare.

Per raggiungerlo, è necessario una camminata di 7 chilometri, (45 minuti dall’entrata della Vallunga), e si snoda fino alla “valle del canyon”: nell’ambito del programma Experience Val Gardena Active viene organizzata una gita ogni venerdì, a maggio e a giugno.

Lago di Pisciadu

Altro imperdibile lago alpino, è il “Pisciadù”, situato nel cuore del Gruppo di Sella, in Alto Adige, a 2.585 metri di altitudine: è anche questo un luogo molto amato dagli escursionisti e dagli amanti della montagna, anche grazie alla presenza del Rifugio Franco Cavazza al Pisciadù, che si trova proprio sulle sue rive. Il lago è famoso per le sue acque limpide e il paesaggio circostante, caratterizzato da imponenti cime dolomitiche e un ambiente roccioso e brullo.

Lech Sant

Un altro esempio di lago alpino, è il “Lech Sant”, il lago più grande dell’Alpe Mastlé, a quota 2.200 metri nei pressi della stazione a monte dell’impianto di risalita Col Raiser lungo un sentiero facilmente accessibile, nel comune di S.Cristina di Val Gardena, all’interno del Parco Naturale Puez-Odle.

Il nome deriva da un’antica leggenda locale secondo la quale al posto del lago, un tempo, sorgeva una chiesa: Dio punì i contadini per aver profanato il luogo di culto organizzandovi delle feste, scatenando terribili piogge torrenziali, che finirono per provocare il crollo della chiesa e il successivo allagamento della zona. Tre ore e mezza di cammino separano il Lech Sant da S. Cristina, ma si può ridurre il tragitto salendo per il primo tratto a bordo della funivia Col Raiser.

Ricerche geologiche ed archeologiche realizzate nel 1984 hanno permesso di ritrovare sul sito due diverse stratificazioni preistoriche, databili rispettivamente all‘età del bronzo e all’età del ferro: sembra possibile supporre che il luogo in tali periodi venisse utilizzato dalle prime popolazioni del territorio come antico luogo di culto.

Lech da Iman

Da non perdere per una visita, anche il “Lech da Iman”, all’Alpe Mastlè, formatosi sulle Alpi durante l’ultima era glaciale, a 2.200 metri di quota, all’interno del Parco Naturale Puez-Odle: le sue acque sono gelide ma ci si può rinfrescare e le rive rappresentano un comodo e soleggiato punto per una sosta rilassante.

Lago di Crespëina

Anche il “Lago di Crespëina”, a 2.374 metri di quota, sull’ Altopiano del Puez, lungo approssimativamente 160 metri e largo circa 70, è avvolto da una leggenda: si narra fosse la casa di un drago feroce divenuto innocuo grazie alle tante croci di legno disposte intorno al lago dagli abitanti del posto.

Nelle sue acquee, dove non vivono pesci, vi crescono particolari alghe che lo colorano di verde: è raggiungibile dopo una camminata di circa 3 ore, dalla stazione a monte della funivia Dantercepies seguendo il sentiero 2A in direzione del Passo Crespëina e poi lungo la suggestiva Alta Via Nr 2, oppure, dal Rifugio Puez verso Passo Gardena.

Tra le leggende scritte dal demologo altoatesino Karl Felix Wolff ce ne è  anche una sul Lago di Crespëina, secondo la quale un tempo si chiamava Lech de Lietres, “Lago delle scale”: si racconta infatti che i selvaggi che vissero nell’area del Parco Naturale Puez-Odle scalassero le montagne su delle scale di corda, dando così il nome con il quale era conosciuto.

Infine, il Lech dl Dragon, un lago progliaciale, dal nome decisamente suggestivo, a 2.680 metri di altitudine, sul massiccio del Sella: anch’esso si riempie d’acqua solo occasionalmente: scomparve completamente nel 1970, per poi riapparire tra il 2003 e il 2007 e scomparire nuovamente due anni dopo. In questi ultimi anni è riapparso, sia pure con dimensioni ulteriormente ridotte.

Lech dl Dragon

Le periodiche scomparse e apparizioni del lago hanno alimentato numerosi miti e leggende: secondo la tradizione, nel Lech dl Dragon viveva un tempo un drago che emergeva dalle sue acque solo nelle notti di luna piena e il ruggito dell’animale era così potente da essere udito fino al Passo Gardena: in realtà, il rumore era probabilmente prodotto dall’attività del lago glaciale. Solitamente riappare dopo inverni molto nevosi ed è aggiungibile in un’ora di camminata, lungo un sentiero impervio e poco segnalato dal Rifugio Pisciadù.

Il lago è situato sull’ampia cengia delle Mëisules sul versante gardenese del Gruppo del Sella a 2677 metri di quota. Il lago si crea periodicamente dall’apertura di un ghiacciaio, ormai in via di estinzione, che giace nascosto sotto i coni detritici provenienti dalle torri sovrastanti delle formazioni in dolomia principale.
Info:
www.valgardena.it
www.facebook.com/VGardena
www.twitter.com/VGardena
instagram:
@dolomitesvalgardena #valgardena #postcardfromvalgardena