Roma ospita la mostra
“Munch. Il grido Interiore”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accolto a Palazzo Bonaparte da Iole Siena, presidente di Arthemisia

Lunedì, 10 febbraio, alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, della Regina Sonja di Norvegia e del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, è stata inaugurata a Roma, a Palazzo Bonaparte, in piazza Venezia, la straordinaria mostra “MUNCH. Il grido interiore”, che restera’ aperta pubblico sino al prossimo 2 di giugno.

La Regina Sonia di Norvewglia, a sinistra, con la giacca bianca,, accolta da Iole Siena

Ad accogliere gli ospiti, Iole Siena, presidente di Arthemisia e padrona di casa che nel suo intervento di apertura ha tra l’altro affermato che:“è stato un immenso onore ed anche una grande emozione inaugurare la mostra di Munch alla presenza del Presidente Mattarella e della Regina Sonja – afferma Iole Siena – ed un importante riconoscimento istituzionale per il ruolo centrale di Palazzo Bonaparte per le grandi mostre a Roma e in Italia”.

Da sinistra la Regina Sonja di Norveglia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Iole Siena presidente Arthemisia

Sono passati decenni dall’ultima mostra dedicata a Munch a Roma; sebbene sia uno degli artisti più amati nel mondo – l’unico ad avere “generato” un emoticon con la sua opera più nota, L’Urlo – è anche uno degli artisti più difficili da vedere rappresentato nelle mostre perché la quasi totalità delle sue opere sono custodite al Munch Museum di Oslo che, eccezionalmente, ha acconsentito ad un prestito senza precedenti.

E così dall’11 febbraio 2025, a Palazzo Bonaparte di Roma sarà possibile ammirare cento capolavori di Edvard Munch, tra cui le iconiche “La morte di Marat(1907)”, “Notte stellata(1922–1924)”, “Le ragazze sul ponte(1927)! , “Malinconia(1900–1901)”, “Danza sulla spiaggia (1904)”, nonché una delle versioni litografiche deL’Urlo(1895).

La mostra, che ha avuto una precedente tappa a Palazzo Reale di Milano dove ha registrato un record assoluto di visitatori, racconta l’intero percorso artistico di Munch, dai suoi esordi fino alle ultime opere, attraversando i temi a lui più cari, collegati gli uni agli altri dall’interpretazione della tormentata essenza della condizione umana.

Edvard Munch – Auritratto

Tra i principali artisti simbolisti del XIX secolo e anticipatore dell’Espressionismo, artista dalla vita segnata da grandi e precoci dolori, Munch fin da subito è stato in grado di instaurare col suo spettatore un’immediata empatia, facendo percepire, oltre che vedere, la sofferenza e l’angoscia raffigurate.

Edvars Munch – Madonna

La perdita prematura della madre a soli 5 anni e della sorella, la morte del padre e la tormentata relazione con la fidanzata Tulla Larsen sono stati il materiale emotivo primigenio sul quale l’artista ha cominciato a tessere la sua poetica, la quale si è poi combinata in maniera originalissima, grazie al suo straordinario talento artistico, con la sua passione per le energie sprigionate dalla natura: i suoi volti senza sguardo, i paesaggi stralunati, l’uso potente del colore, la necessità di comunicare dolori indicibili e umanissime angosce sono riusciti a trasformare le sue opere in messaggi universali e Munch uno degli artisti più iconici dell’Ottocento.

Edvard Munch – Sugli scalini della Veranda

Sgomento, visioni, violenza emotiva si tradussero in immagini potenti, dall’emotività a volte diretta, altre soffocata, reiterate con l’intento ossessivo di riprodurre il più fedelmente possibile l’impressione delle scene incise nella memoria.

Munch è uno degli artisti che ha saputo meglio interpretare sentimenti, passioni e inquietudini della sua anima, comunicandoli in maniera potente e diretta: plasmato inizialmente dal naturalista norvegese Christian Krohg, che ne incoraggiò la carriera pittorica,negli anni Ottanta del Novecento si recò a Parigi dove assorbì le influenze impressioniste e postimpressioniste che gli suggerirono un uso del colore più intimo, drammatico ma soprattutto un approccio psicologico.

Nel corso della sua lunga vita Edvard Munch realizzò migliaia di stampe e dipinti: essendo tanto un uomo d’immagini quanto di parole, riempì fogli su fogli di annotazioni, aneddoti, lettere e persino una sceneggiatura per il teatro.

Edvard Munch – Disperazione

L’esigenza di comunicare le proprie percezioni, il proprio ‘grido interiore, lo accompagnò per tutta la vita, e proprio questa attitudine è stato il motore della sua pratica come artista,che ha toccato tanto temi universali – come la nascita, la morte, l’amore e il mistero della vita – quanto i disagi psichici necessariamente connessi all’esistenza umana – le instabilità dell’amore erotico, il disagio prodotto dalle malattie fisiche e mentali e il vuoto lasciato dalla morte.

Questa mostra ruota attorno al ‘grido interiore’ di Munch, al suo saper costruire, attraverso blocchi di colore uniformi e prospettive discordanti, lo scenario per condividere le sue esperienze emotive e sensoriali: un processo creativo che sintetizza ciò che l’artista ha osservato, quello che ricorda e quanto ha caricato di emozioni.

Edvard Munch – Muro di casa al chiaro di luna

Info:
Munch. Il grido interiore
Palazzo Bonaparte Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso) – Roma
Dall’11 febbraio al  2 giugno.
Catalogo:
MUNCH
Biglietteria GRT Roma
Orario di apertura:
dal lunedì al giovedì, dalle 9 alle 19.30;
venerdì, sabato e domenica, dalle 9 alle 21
Biglietti, audio guida inclusa: intero 18 euro; ridotto  17
prenotazioni Tel. 39 06 87 15 111
www.mostrepalazzobonaparte.it
www.arthemisia.it