Vivere la Pasqua alle Rimske Terme slovene
La valle in cui sorge il complesso delle Rimske Terme, in Slovenia, sembra fatta apposta per la primavera visto che questa stagione, qui, non irrompe: arriva piano, germoglio dopo germoglio, mentre il bosco riprende i suoi colori e l’aria cambia, facendosi più mite.
C’è un antico modo di dire che racconta la gioia più autentica: “felice come una Pasqua”, un’espressione che nasce dal sollievo per la fine della Quaresima e delle rinunce ad essa collegate nella tradizione cristiana, ma che alle Rimske Terme diventa un’esperienza tutta da vivere.
Qui, la Pasqua, che non è soltanto festa, ma rinascita; non semplicemente vacanza, ma splendore discreto immerso in una valle rigogliosa, dove il benessere si celebra in ogni dettaglio: la Pasqua alle Rimske Terme è un invito a lasciarsi avvolgere da una dimensione ovattata e luminosa, dove il lusso non ostenta, ma accoglie con uno stile equilibrato e preciso che dialoga di continuo con la storia e la natura.
L’eredità romana delle Rimske Terme non è solo una suggestione storica — è qualcosa che si può letteralmente vivere sulla pelle: il centro benessere riprende l’architettura e la filosofia delle antiche terme romane: dal tepidarium, l’ambiente tiepido ideale per un riposo profondo, alle piscine fredde per la stimolazione circolatoria, fino alla grande piscina principale, dove l’acqua termale della sorgente Amalja — che sgorga naturalmente a 38,4°C da oltre mille metri di profondità — avvolge il corpo con quella sensazione di calore antico e rigenerante che i Romani avevano imparato a cercare proprio qui, duemila anni fa.
Il centro saunistico completa il percorso con spazi pensati per un rituale tra il caldo e il freddo, in un’alternanza che non è solo benessere fisico ma quasi una meditazione. Primavera o meno, è difficile uscire da qui senza sentirsi, in qualche modo, rinati.
Il nome che è stato dato a questa prodigiosa fonte termale, arriva da una storia di un paio di secoli fa che ha le sue origini a Trieste, allora parte dell’impero asburgico, passa per Vienna, Berlino e arriva a Londra: Amalja infatti era la moglie di un importante grossista triestino, Gustav Adolf Uhlich che, a seguito della guarigione della moglie in queste acque, comprò la fonte e gettò le basi per quello che sarebbe diventato in pochi decenni uno dei centri termali più famosi d’Europa, situato peraltro sin dal 1848 lungo la linea ferroviaria tra Trieste e Vienna.
Qui passarono presto personaggi del calibro di Vittoria, principessa inglese in onore della quale vennero piantate delle sequoie giganti portate alle Rimske Terme dai Kew Gardens a Londra e ancora oggi utilizzate in percorsi rigeneranti di Forest Bathing; l’imperatrice di Germania, Augusta, l’imperatore austriaco, Ferdinando e molti, molti altri che, seguendo l’esempio di Vittoria, donarono al parco alberi esotici.
Diversi spazi del complesso prendono i nomi di questi grandi personaggi: il Ristorante à la carte Sofija, il Caffè Principessa Vittoria, il Ristorante Imperatore Ferdinando. Ma l’acqua termale non cambiò mai nome, e continuò a chiamarsi, semplicemente, Amalja.
Il pacchetto di Pasqua delle Rimske Terme è costruito attorno a una parola sola: benessere — ma declinata in ogni senso possibile: camere, luminose e curate, con un equilibrio riuscito tra classico e contemporaneo e una vista sul verde che fa da sveglia naturale ogni mattina, in strutture di livello quattro stelle Superior.
Si continua con la colazione — ricca e mai frettolosa — e gli altri pasti che raccontano tutto il meglio della cucina slovena: ingredienti stagionali, qualche tocco creativo, abbinamenti enologici mai casuali e quella convivialità genuina che è forse la cosa più difficile da costruire, ma necessaria per una Pasqua degna di questo nome.
Il pacchetto è valido dal 3 al 6 aprile e include pernottamento in mezza pensione a buffet, accesso illimitato alle piscine termali, un ingresso al centro saunistico Varinia, accappatoio e ciabattine in camera, centro fitness gratuito, cura idropinica con l’acqua termale e Wi-Fi. I prezzi vanno da 116 euro a persona a notte in camera doppia (hotel 4 stelle), fino a 141 per il weekend nelle strutture Superior. A tutto questo si aggiungono sconti esclusivi presso il centro wellness e il centro medico, e la possibilità di usare la piscina per l’intera giornata nei giorni di arrivo e partenza.
No, l’imbarazzo su come dividersi il conto a fine cena non c’entra: fare alla romana, alle Rimske Terme, significa trattare il proprio corpo come un tempio; significa riconoscere il potere taumaturgico di acque che scorrono lì da quando l’uomo ha memoria; rifugio e cura di guerrieri stanchi che venti secoli fa, come oggi, si fermavano in questa verde vallata a provarne i prodigi.
Un momento di cura di sé, di contemplazione, ma anche un modo di ritrovarsi: le terme erano per i Romani la base fondativa dello stare insieme, così come il mangiare bene, meglio ancora se in un ambiente accogliente e conviviale.
Passano i secoli, non i bisogni: rallentare, nutrire corpo e spirito, stare insieme lontano dal caos di mille battaglie quotidiane e anche San Valentino era un romano, vissuto nel III secolo, in un’epoca in cui non c’erano scatole di cioccolatini o foglietti con frasi da romanzo rosa, c’erano le terme, però, e se tornasse in vita oggi Valentino si sentirebbe probabilmente meno disorientato da un hammam che da un peluche a forma di cuore, con il suo nome sopra.
Info:
www.rimske-terme.it














