“Borghi fluviali” tra emozioni, visioni e sapori
Il progetto “Borghi Fluviali, tra Adige e Po” è entrato nel vivo: i nuovi percorsi dedicati a un turismo sostenibile – fatto di visioni, emozioni e sapori – sono oggi una realtà concreta, da vivere con lentezza, tra bicicletta e barca. Già sperimentata con entusiasmo da numerosi visitatori, la proposta è stata sostenuta da una serie di iniziative promosse nei mesi di avvio grazie alla collaborazione corale tra istituzioni, comuni e associazioni locali.
In un territorio che fonde acqua e terra, “Borghi Fluviali” rappresenta un progetto turistico e culturale originale, innovativo e profondamente green: coinvolge 18 comuni della provincia di Rovigo – Fratta Polesine, Ariano nel Polesine, Arquà Polesine, Bergantino, Canda, Castelnovo Bariano, Crespino, Ficarolo, Fiesso Umbertiano, Frassinelle Polesine, Gaiba, Loreo, Lusia, Melara, Pincara, Polesella, San Bellino, Stienta – insieme alla Provincia di Rovigo, all’Ente Regionale del Parco del Delta del Po, all’Autorità Distrettuale di Bacino del Fiume Po, ad Assonautica Acque Interne Veneto Emilia e a FIAB Amici della Bici di Rovigo.
Il capofila del progetto è il Comune di Fratta Polesine, con il coordinamento della Provincia e il finanziamento principale del Ministero del Turismo, integrato in parte anche dagli stessi Comuni aderenti.
L’obiettivo è attrarre cicloturisti alla ricerca di esperienze autentiche, rispettose dell’ambiente e immerse in una terra dalla storia millenaria, che si presta a essere scoperta anche attraverso la navigazione fluviale.
Il progetto si sviluppa nel cuore di quella che molti definiscono la “Mesopotamia d’Italia”, un’area modellata nei secoli da un equilibrio dinamico tra terra e acqua: Po e Adige, come antichi confini liquidi, evocano la potenza simbolica del Tigri e dell’Eufrate, offrendo un paesaggio unico che invita a rallentare, dove il tempo sembra dilatarsi e lo sguardo si apre su uno dei contesti ambientali più suggestivi d’Italia, dove ogni metro racconta la relazione tra uomo e natura.
“Borghi Fluviali tra Adige e Po” propone un nuovo modo di viaggiare, innovativo per modalità, mezzi e filosofia: “lungo questi percorsi, immersi nel mare verde della campagna, si è guidati tra sentieri segnalati e vie d’acqua che uniscono bicicletta e barca – afferma Giuseppe Tasso, Sindaco di Fratta Polesine – caricata la bici a bordo, si può lasciar scorrere il paesaggio fluviale, osservandolo da una prospettiva inedita, più bassa e raccolta, sospesa tra cielo, acqua e vegetazione. Il silenzio è rotto solo dallo svolazzare delle libellule, dal frinire delle cicale, dagli incontri improvvisi con aironi, martin pescatori famiglie di folaghe”.
Ad attendere i cicloamatori, l’eccellente cucina polesana di terra e d’acqua, eventi culturali e manifestazioni locali, insieme ai prodotti genuini di un territorio sorprendente, tutto da assaporare.
La rete partenariale del progetto è composta da una rete di 18 piccoli Comuni rivieraschi, da enti pubblici ed associazioni che da qualche anno condividono esperienze nell’ambito del turismo lento per lo sviluppo di itinerari ciclo fluviali allo scopo di collegarli con le principali reti della mobilità lenta europea, nazionale e regionale.
Da qualche anno i Comuni con le Associazioni, Fiab e Assonautica, sono coinvolti in sperimentazione di itinerari bici-barca lungo i fiumi per promuovere nuove forme di visitazione, (Progetto Navighiamo il Museo diffuso dell’acqua) prevalentemente all’aria aperta ed in ambienti rurali soffermandoci su aspetti culturali, storici ed artistici del territorio.
Questo ha consentito di innovare lo scenario degli itinerari cicloturistici di collegamento con la rete regionale I3, la Via del Mare, con la Vent.To , l’Adriatica e l’EuroVelo ed adottare il Piano della Mobilità Ciclistica Provinciale (recepito nel Piano Regionale della Mobilità Ciclistica).
Contestualmente sulla mobilità lenta ciclo fluviale, questo gruppo di lavoro collaborava con l’Autorità Distrettuale di Bacino fiume Po, Segreteria Tecnica della Biosfera Mab Unesco Po Grande, al fine di inserire questi obiettivi ed azioni nelle linee strategiche e di indirizzo del Piano d’Azione Po Grande 2030. Questo ha consentito di avviare quell’importante processo, tutt’ora in corso, di allargamento della Riserva Biosfera Mab Unesco, ai Comuni rivieraschi del Po esclusi alla Riserva ovvero, quelli compresi tra Gaiba a Villanova Marchesana.
L’esperienza maturata in questo gruppo ha fatto accrescere la consapevolezza di vivere in un luogo unico con nuove potenzialità legate alla vocazione turistica ciclo fluviale che li ha spinti a condividere un documento per il riconoscimento di una vocazione fluviale non ancora prevista nella declaratoria delle vocazioni del Ministero del Turismo e di inserire la navigazione interna dei nostri fiumi nel Piano del Mare, documento di programmazione approvato dal CIPOM.
Nel frattempo la Regione Veneto, su iniziativa della consigliera polesana Laura Cestari, ha adottato un’apposita legge regionale per la promozione del turismo fluviale, L.R. 5/2024.
Info:
www.borghifluvialitraadigepo.org














